Omicidio a Partinico: l’infanzia difficile di Ana, un figlio di 11 anni e l’incontro con il carnefice

Adesso il corpo di Ana Maria Lacrimoara Di Piazza è all’obitorio del Policlinico di Palermo su disposizione del procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e del sostituto Procuratore Chiara Capoluongo che insieme stanno coordinando le indagini con i carabinieri della Compagnia di Partinico.

La vita della ragazza, seppur breve, non è certo delle più felici. Ciò viene fuori dopo la sua morte e tutti a chiedersi se, forse, si poteva fare di più, se la si sarebbe potuta aiutare, come una ragazza che su Facebook posta una foto di entrambe sorridenti: “Perché non mi dicevi cosa stavi passando realmente? Ti avrei capita e aiutata. Perché non hai fatto niente? Chi ti ha fatto tutto questo deve pagare. Ti voglio un mondo di bene, angelo mio, non ti dimenticherò mai. Sarai sempre nel mio cuore”.

Saltuariamente lavorava come cameriera in alcuni locali perchè voleva essere economicamente indipendente. Ana, nonostante vivesse in una buona famiglia, aveva frequentato uomini molto più grandi di lei e in una di queste relazioni, avuta 12 anni fa, è nato un figlio: Ana aveva un bambino di 11 anni che viveva con lei, sempre a Giardinello. La relazione con quell’uomo era naufragata e stava con un’altra persona ma nel frattempo frequentava anche con il 51enne partinicese. Un incontro che segnerà la fine della sua vita: Antonino Borgia, ha due figli e da qualche tempo, dopo il fallimento del suo matrimonio, si era legato ad un’altra donna a cui aveva intestato l’azienda che conduceva.

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