La misura incentiva tutti i meridionali che vogliono aprire un’attività imprenditoriale nel Mezzogiorno

Sabato scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sul finanziamento denominato: «Resto al Sud». E’ una misura che incentiva tutti i meridionali, fino a 45 anni, che vogliono aprire un’attività imprenditoriale nel Mezzogiorno. Dall’8 dicembre le richieste di agevolazioni possono essere presentate dai soggetti di età compresa tra 18 e 45 anni; possono parteciparvi anche i soggetti che svolgono attività libero-professionale ossia soggetti iscritti in ordini o collegi professionali nonché gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi. Fino ad oggi la misura era riservata all’avvio di attività d’impresa e fino a un limite massimo di età di 35 anni; adesso le richieste di agevolazioni possono essere presentate dai soggetti di età compresa tra 18 e 45 anni che, al momento della presentazione della domanda: si trovino nelle seguenti condizioni: siano residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia o vi trasferiscano la residenza entro 60 giorni, o entro 120 giorni se residenti all’estero, dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria; e non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017.

La novità è l’ampliamento della categoria dei soggetti che possono parteciparvi includendo anche colori i quali svolgono attività libero-professionale ossia soggetti iscritti in ordini o collegi professionali nonché gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi disciplinate dalla legge n. 4/2013, n. 4. In particolare, per lo svolgimento di attività libero-professionali, il requisito richiesto è non essere titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione. In particolare, non possono presentare domanda i soggetti che risultano essere titolari, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda, di partita IVA associata ad un codice Ateco identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto domanda di ammissione alle agevolazioni. Non rientrano nei finanziamenti: le attività agricole e il commercio; la misura “Resto al Sud” consente di avviare iniziative imprenditoriali per: produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

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