Presenti i dieci consiglieri di maggioranza nel consiglio comunale di ieri. Mangano legge una nota condivisa con “Valore Pubblico” |VIDEO/FOTO

Due i punti all’Ordine del giorno del Consiglio comunale di ieri sera, convocato in seduta urgente dal presidente Carmelo Galipò. Il primo punto è relativo al “Riscontro dei motivi d’Urgenza” della convocazione, su proposta dello stesso presidente Galipò; il secondo punto all’ordine del giorno è quello riguardante la “Variazione di assestamento generale e controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio-bilancio di previsione finanziario 2019-2021”. Entrambi i punti sono stati approvati con i voti dei consiglieri di maggioranza.

In Aula consiliare erano presenti tutti i consiglieri di maggioranza e solo due della minoranza, il consigliere Renato Mangano della lista “Muovi Capo d’Orlando – Uniti per crescere” e la consigliera Angiolella Bottaro della lista “Valore Pubblico”, composta anche dal capogruppo Alessio Micale, assente giustificato. Alla lettura del primo punto “Motivi d’Urgenza”, prima di passare alla votazione, il consigliere Mangano ha contestato il ricorso alla convocazione d’urgenza del consesso civico, facendo notare che è “risaputo che alla data del 30 novembre di ogni anno deve essere votato l’assestamento generale e controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio art. 175 e 193 del D.Lgs. 18 agosto 2000”. Ha poi dato lettura di una nota condivisa anche dal gruppo consiliare “Valore Pubblico”.

Nella nota si legge: “… mi preme osservare come compete dunque all’organo di Revisione di richiedere e di analizzare, oltre alla proposta di deliberazione, almeno i seguenti documenti (di cui non si fa cenno nel parere esitato dall’organo collegiale di controllo): la relazione dei responsabili di settore sull’andamento delle entrate; la dichiarazione di insussistenza dei debiti fuori bilancio rilasciata dai responsabili dei servizi o di esistenza di debiti con proposta di riconoscimento e finanziamento; la dichiarazione dei responsabili dei servizi e del responsabile del servizio finanziario attestante che non si profilano variazioni sostanziali nella consistenza dei residui attivi e passivi, rispetto alle determinazioni effettuate all’atto dell’approvazione del rendiconto; la dimostrazione che il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione sia ancora adeguato in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui ed anche la gestione di competenza; il prospetto dimostrativo aggiornato del rispetto del contenimento delle spese di personale”.

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