Taormina – Il sindaco Mario Bolognari ha annunciato ufficialmente che non modificherà le attuali tariffe della tassa di soggiorno, nonostante le nuove disposizioni in materia da parte del governo nazionale. Il sindaco ha dichiarato: “La Perla dello Ionio non si avvarrà dell’opportunità varata dall’Esecutivo e che comporta il passaggio da 5 a 10 euro della tassa di soggiorno”. In una nota il presidente di Federalberghi Taormina, Italo Mennella ha ribadito: “… si tratta di un provvedimento assurdo, ancora una volta fortemente penalizzante per tutte le città italiane che vivono di turismo. Abbiamo già contattato i nostri vertici nazionali di Federalberghi per disporre del testo di questo emendamento che, evidentemente, va contrastato con forza e rappresenta l’ennesima scelta sbagliata di questo governo, che continua a proporre soltanto nuove tasse e che non dispone nessuna misura per la crescita del Paese. Aumentare da 5 a 10 euro la tariffa massima applicabile con la tassa di soggiorno significa infliggere l’ennesimo duro colpo al turismo, con un effetto domino a danno delle imprese e dell’occupazione (quindi dei lavoratori), senza alcun rispetto per i cittadini italiani e stranieri. Così facendo, continuando con queste politiche vessatorie, si ammazza il turismo. Non è possibile che ogni giorno ci si svegli con un nuovo obolo a carico della gente e tanto più dei turisti che rappresentano l’elemento vitale per l’economia di tante località italiane, tra le quali anche Taormina. Paradossalmente con questo ulteriore incremento prospettato dal Governo rischia di costare di più, per una famiglia, la tassa di soggiorno che il letto di un B&B”. La decisione del Comune di Taormina, tuttavia, stando a quanto comunicato dal primo cittadino è quella di non avvalersi di quella modifica al limite massimo applicabile ed al relativo incremento delle tariffe. Un emendamento al Decreto fiscale, proposto dal Partito Democratico e approvato in Commissione Finanze alla Camera, prevede in pratica il raddoppio del limite massimo della tassa di soggiorno, che passerebbe da 5 a 10 euro, nelle città che hanno un numero di presenze di turisti oltre 20 volte il numero dei residenti. Taormina, ricordiamo, ha 11 mila residenti ma fa registrare 1 milione di pernottamenti nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, quindi rientrerebbe nel provvedimento. 

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