Bollini rosa, ecco gli ospedali siciliani più attenti alle patologie femminili

Sono 23 le strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie delle donne che hanno ricevuto il massimo riconoscimento dei “bollini Rosa” da parte della Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Rispetto al biennio precedente sono passati da 306 a 335. Onda rileva che si è assistito anche a un miglioramento qualitativo: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, 3 bollini sono infatti passati da 71 ai 96 di questa edizione. Due bollini per 167 strutture. In Sicilia sono 6 le strutture che hanno ricevuto tre Bollini rosa e ben tre sono a Catania: l’ospedale San Marco, il Policlinico e l’ospedale Garibaldi Nesima di Catania. A Messina premiati con tre bollini il Papardo e il Policlinico ed a Trapani l’ospedale Sant’Antonio Abate.

Dieci invece le strutture siciliane che hanno avuto due bollini rosa, l’ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, il Cannizzaro di Catania, il Santa Marta e Santa Venera di Acireale, il Barone Romeo di Patti, il Buccheri La Ferla di Palermo, oltre al alcune strutture di ospedalità privata, come la Casa di Cura Falcidia di Catania, il Centro catanese di Oncologia Humanitas, l’Istituto oncologico del Mediterraneo di Viagrande, la Casa di cura Cappellani Giomi di Messina, la Casa di cura Candela di Palermo, la Clinica del Mediterraneo di Ragusa. 

Sette invece le strutture con un bollino rosa: l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, la Casa di cura Serena di Palermo, la Fondazione istituto Giglio di Cefalù, l‘Irccs Ismett di Palermo, l’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, l’ospedale Maggiore di Modica e la Casa di cura Sant’Anna di Erice.

Fondazione Onda ha segnalato anche tre ospedali virtuosi ubicati nel Sud Italia (e tra questi c’è il Policlinico universitario di Catania) che hanno ottenuto il massimo riconoscimento nella candidatura, migliorando rispetto al Bando precedente, come esempi di buone pratiche clinico-assistenziali e importanti punti di riferimento sul territorio regionale, nello specifico per le patologie neurologiche e oncologiche. La valutazione e l’assegnazione dei bollini è avvenuta tramite un questionario di candidatura. Una commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi del Policlinico Gemelli di Roma, ha poi validato i bollini utilizzando anche un algoritmo. Tre i criteri di valutazione: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute femminili, percorsi focalizzati sulle caratteristiche psico-fisiche della paziente e infine servizi relativi all’accoglienza e alla degenza della donna.

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