L’aiuto e la sua uguaglianza.

Oggi finalmente ho avuto l’occasione di sentire l’intervista che è stata fatta al presidente dell’Unione Ciechi di Messina, in risposta a quella rilasciata precedentemente da Vincenzo Guerrazzi. Questo chiarimento ci voleva proprio, capisco benissimo le problematiche sollevate da Vincenzo, e pur comprendendole nelle diverse sfaccettature, purtroppo non condivido il modo in cui le stesse vengono portate avanti. Non di meno però ho alcune precisazioni in quanto socia dell’UIC da fare anche al nostro Presidente. In più di un’occasione ha menzionato le diffiffifficoltà che altri nostri “colleghi di sventura” hanno in altri paesi proclamando che noi in Italia saremo più fortunati, ed effffettivamente è così perché malgrado la nostra grave disabilità ci sono diversi supporti che ci possono far vivere una vita dignitosa. Lo stesso evidenzia, però, che alcuni fifinanziamenti sono stati soppressi, mi nasce spontanea qualche domanda: come mai? Cosa è successo? E perché un progetto tanto importante come quello del servizio civile del 2020 non è stato approvato solo alle sedi di Messina e di Palermo? E poi la sottile lamentela sull’aiuto comunale mancante mi stranisce sapendo che la sede uffiffifficiale dell’UIC di Messina è stata assegnata tantissimi anni addietro proprio dal Comune.

È vero anche che stiamo parlando di tanti anni fa ma sensibilizzare la società, la comunità e i cittadini sulla necessità di avere degli aiuti riguardo alla disabilità è un problema attuale. DAL MIO PUNTO DI VISTA però la sensibilizzazione dovrebbe riguardare la disabilità tutta, senza esclusione alcuna, e non soltanto quella dei non vedenti perché rispetto ad altre categorie abbiamo degli aiuti maggiori, e quindi dovremmo apprezzare più ciò che abbiamo anziché quello che non abbiamo. Vivere dignitosamente infatti, non dipende tanto da un aspetto materiale, quanto da un aspetto morale e mentale. Si parla di accettazione della nostra condizione, ma veramente si potrà mai accettare l’idea di vivere nel buio? Di non percepire neanche la luce senza sapere se è giorno o notte? Senza avere la possibilità di vedere ciò che ci circonda facendo vagare lo sguardo sulle meraviglie del nostro mondo? E poi mi chiedo: si potrà mai accettare questa condizione quando è stata causata non dalla mancata benevolenza di “‘madre natura” ma dalla mancata professionalità dei medici che invece di curarti ti hanno distrutto la vita? Certo, vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto non è sempre facile, e cercare di dare un’immagine diversa della nostra condizione, se non impossibile diventa un’impresa ardua. Non dimentichiamoci però che delle grandi persone con questa disabilità ci hanno regalato degli strumenti importanti come Louis Braile che tramite un’intuizione geniale, con l’uso di una scrittura tattile in rilievo, ci permette di poter scrivere e leggere. Senza dimenticare le bellissime emozioni che ci trasmettono alcuni artisti come Stevie Wonder o Andrea Bocelli che attraverso la loro musica ci fanno vivere con uno sguardo sempre nuovo delle straordinarie sensazioni quasi mistiche. Per questo mi permetto di dire che la dignità ognuno di noi se la costruisce a modo proprio, quando con forza si affffronta la propria condizione prendendo il meglio che questa ci possa offffrire, a volte, permettendoci di fare anche cose stupefacenti, impensabili, inimmaginabili che solo a pensarci sembrerebbero impossibili.

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