5° Reading poetico F.U.I.S. a Villa Niscemi

Palermo – La delegazione regionale della Federazione Unitaria Italiani Scrittori, rappresentata dalla scrittrice palermitana Sara Favarò, ha organizzato il  5° Reading nazionale di poesie FUIS che si svolgerà venerdì 14 febbraio, ore 16, presso la Sala degli Specchi di Villa Niscemi del Comune di Palermo, che ha concesso  il patrocinio alla manifestazione. Trenta sono i poeti che parteciperanno da diverse Regioni. Interverrà il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente nazionale FUISNatale Tonino Rossi, il consigliere comunale Giulio Cusumano, la presidente dell’associazione “Per La Rosa” Silvia Modica e l’organizzatrice Sara Favarò, che è anche la curatrice dell’antologia “Mio fratello questo sconosciuto”. Il titolo del testo è il tema ispiratore dell’evento . La silloge, che contiene le poesie e  brevi curricula dei poeti protagonisti del reading, verrà omaggiata dalla FUIS agli stessi.

Ospiti straordinari del pomeriggio poetico saranno la cantante Lucina Lanzana, il soprano Marta Favarò, il cantautore Marcello Mandreucci, il compositore Teodolindo Negri, il chitarrista Francesco Maria Martorana e il gruppo Gate 4, nella condivisione, con l’organizzatrice, dell’amore per la poesia, l’arte, la cultura.

Il titolo “MIO FRATELLO QUESTO SCONOSCIUTO”, […] trova la più ampia considerazione perché luminoso e illuminante. – Dichiara il presidente nazionale Natale Tonino Rossi – “Luminoso” perché richiama l’attenzione su uno dei valori universali che la cultura italiana artistica e letteraria ha da gran tempo praticato insieme a quelli della tolleranza e del dono.  […] lettura di testi “illuminante” perché ogni testo fa convergere il pensiero, l’emozione e il sentimento su aspetti del vivere quotidiano che sembrano restare soggiacenti all’invasione di comunicazioni e di notizie che tendono a distrarre da un valore universale dell’uomo quale quello della fratellanza. Palermo e la Sicilia sono protagonisti, lo si voglia o no, dell’attuale congiuntura internazionale: e lo sono per le difficoltà che incontra l’intero continente africano impegnato in una trasmigrazione che non trova giustificazione se non nella fame, nell’indigenza, nelle guerre. Sara Favarò ha fatto bene ad accendere un faro “poetico” su MIO FRATELLO QUESTO SCONOSCIUTO, che non ha una valenza riservata a chi scrive testi poetici: moltiplica i propri sensi quale valore per ogni uomo di sentirsi “fratello” di ogni fratello.”

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