Danni, sperperi e premialità da acquisire, il consigliere Mangano parla alla gente.

Capo d’Orlando non è tra i paesi virtuosi per la gestione dei servizi ambientali. Per i cittadini solo danni morali ed economici a fronte di sperpero di denaro pubblico a vantaggio di pochi“. Inizia così la nota inviata alla stampa dal consigliere comunale Renato Mangano, portavoce di una minoranza impegnata ad intervenire sul dibattito politico, con un tono di voce sempre più autorevole, mai polemico o irritante. Informare correttamente i cittadini è un gesto di rispetto doveroso da parte di chi rappresenta i propri elettori. Sembra, infatti, dettata da un dovere di cronaca verso i propri concittadini, la nota esplicativa del consigliere Mangano che di seguito riportiamo integralmente:

“Curiosità e rabbia, condita da un pizzico di sana invidia ha suscitato nei cittadini di Capo d’Orlando la notizia che l’assessorato per le Autonomie Locali di concerto con l’Assessorato all’Economia ha emesso un decreto che stanzia 5 milioni di euro da ripartire in base alla popolazione e al numero totale dei Comuni virtuosi nella raccolta differenziata.
Le somme sono riconosciute dalla Regione per il 2019 ai Comuni che nel 2018 hanno superato la quota del 65% di raccolta differenziata in materia di rifiuti solidi urbani.
Nella provincia di Messina i comuni premiati sono 14, tutti aventi una popolazione inferiore ai 10.000 abitanti: Rometta con l’82,5%, Limina, Santa Teresa Riva, Longi, San Filippo del Mela, Brolo, Castel di Lucio, Rodì Militi, Torregrotta, Naso, Villafranca Tirrena, Castroreale, Mazzarà Sant’Andrea e Capri Leone con il 65,2%.
Questo è il dato di fatto. L’amara considerazione degli orlandini, soprattutto di coloro che sono stati sempre in regola con i pagamenti, riporta alla mente un antico detto siciliano “oltre il danno la beffa”. Abbiamo pagato servizi non resi, affrontato spese legali per la rescissione del contratto con la precedente ditta erogatrice del servizio e per la conseguente transazione stipulata per recuperare la somma di euro 800.000. L’intera comunità ha subito danni morali e materiali, danni per l’immagine del paese, danni per l’economia delle famiglie. Ed oggi infine arriva la beffa. I cittadini orlandini non sono nemmeno virtuosi nel fare la racconta differenziata. Vogliamo almeno domandarci a cosa si debbano ricondurre tutti i risvolti della “questione rifiuti” orlandina?
Chi pagherà questi danni che dovrà comunque sostenere la comunità paladina? Li pagheranno in primis i titolari delle attività commerciali. E’ in questo momento di crisi e difficoltà che le imprese paladine vanno sostenute. Tutto ciò anche in considerazione degli sforzi che la Regione sta mettendo in atto per promuovere turismo, sostenibilità energetica e lotta all’inquinamento, ripascimento delle spiagge e costa. Da parte degli organi regionali c’è un’attività costante di attenzione verso i comuni. Come quindi le amministrazioni comunali devono rispondere alle esigenze dei cittadini? Fare rete tra istituzioni e associazioni territoriali potrebbe essere il primo passo, ma non basta. Bisogna fare un’opera d’incoraggiamento nei singoli cittadini, sensibilizzarli alle problematiche e coinvolgerlo in prima persona dando la possibilità di spiegare cosa non funziona. Le istituzioni hanno il compito di rappresentare la popolazione, purtroppo però il legame che lega gli elettori agli eletti si sta sfilacciando. Per questo motivo siamo impegnati come opposizione consiliare, in tutte le sedi istituzionali (consiglio comunale e commissioni consiliari ) a fornire una informazione sempre più chiara, perchè tutti possano comprendere che la beffa è frutto dei danni causati da superficialità e cattiva amministrazione.
Per il futuro i dati sono incoraggianti, in quanto anche per il mese febbraio la percentuale della raccolta differenziata dovrebbe superare la percentuale del 65% , con ampi margini di crescita anche in considerazione della prossima distribuzione dei Kit per il compostaggio domestico e della riapertura dei termini per il bando pubblico per finanziamento dei centri di compostaggio comunali”.

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