Decreto Cura-Italia, Laurea abilitante.

Diecimila nuovi medici al lavoro, subito dopo la laurea, senza passare per l’esame di abilitazione, che sarà abolito con l’avvio della laurea abilitante. Il decreto Cura-Italia, un centinaio di pagine che stanno per esser rese note in queste ore, segnerà la fine della prova come la conosciamo. «Una premessa: il testo ufficiale va ancora depositato in Gazzetta. Si va comunque delineando una misura che dovrebbe essere subito praticabile in questa emergenza», dice Tuzi. «Difficilmente il 7 aprile si rivelerà tempistica adeguata all’effettuazione dell’esame di abilitazione. Nel contempo si è valutato che anche in futuro servirà avere nuove forze in campo: sia i medici che escono da specialità e triennio di medicina generale, sia i 12 mila camici oggi nell’imbuto formativo. La norma dovrebbe prevedere che siano automaticamente abilitati e pronti a dare una mano tutti i laureati che abbiano dimostrato la loro idoneità nel tirocinio che esita nell’esame di stato». Un plauso alla laurea abilitante arriva dalla Fnomceo con Filippo Anelli («si de-burocratizzano le procedure, si facilita l’iter e si alleggeriscono le incombenze») che annuncia una procedura semplificata di iscrizione all’Albo, «considerando anche la situazione di emergenza per cui molti Ordini sono chiusi o decimati nell’organico». Anelli chiede ora al Governo 10 mila borse per far entrare nelle specializzazioni e al corso di Medicina generale tutti i neolaureati e i medici nell’imbuto formativo. Plaude anche Fimmg con il leader Silvestro Scotti: «Impiegare subito 10 mila laureati in Medicina è scelta coraggiosa e illuminata, unica misura che risponde alle esigenze del territorio». Scotti stigmatizza invece chi critica la possibilità data ai neolaureati abilitati – e già prevista dalla Finanziaria 2001 – di fare sostituzioni anche se iscritti ai corsi di specialità o al triennio di medicina generale. «Ci risulta che molti specializzandi siano impegnati con incarichi provvisori di guardia medica e potrebbero essere richiamati a incarichi negli ospedali; il buco che aprirebbero potrà essere coperto da questi nuovi colleghi. Ai quali, ove si rendano disponibili, riconoscerei pure un punteggio preferenziale da aggiungere a quello dei test, per l’attività svolta nell’emergenza Covid 19, utile all’accesso ai test per il corso di medicina generale».

fonte: doctor33.it

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