Emergenza Covid-19: Diritti per i marittimi impiegati su navi battenti bandiera estera

Francesco Aiello: noi marittimi non tutelati come dovremmo. Abolire la tassazione sui redditi prodotti nell’anno 2020

La nostra redazione ha intervistato Francesco Aiello, classe 88, promotore di un’iniziativa che riguarda da molto vicino un numero elevato di cittadini italiani che in questo contesto assai difficile e preoccupante per tutti, si ritrovano a non ricevere considerazione alcuna, dalle Istituzioni che, invece, dovrebbero preoccuparsi di tutelarli.
Ciao Francesco raccontaci la situazione che voi marittimi state vivendo.
Parlo a nome di una categoria da sempre poco considerata, tutelata e a questo punto mi viene da pensare che sia probabilmente sconosciuta, quando si tratta di dover riconoscere diritti. A nome di tutti quelli che fanno parte di questa ulteriore e non meno importante branchia del settore turistico, ovvero le navi da crociera, che sono motivo di ricchezza e incremento turistico nelle fasi di normale svolgimento della vita della nostra bella Italia. Parlo di un settore considerevolmente colpito dalla pandemia generata dal Covid-19, settore, che però, pare sconosciuto ai più nel momento in cui vengono redatti decreti, stanziati fondi e stabilite categorie che hanno diritto ad aiuti forniti dallo Stato. Da marittimo impiegato su navi battenti bandiera estera, mi trovo in una situazione di assoluto abbandono, che nessuna categoria di lavoratori italiani è costretto a subire. Nessun, seppur simbolico, aiuto dal nostro Stato. Nessuna menzione nelle diverse direttive emanate, nessuno ha tempo per noi? Nessuno sa della nostra esistenza? Nessuno sa che gli affitti, le bollette e tutte le altre spese necessarie per sostenere una famiglia li paghiamo anche noi sul territorio dello Stato Italiano?
Quando ci sono da svolgere i corsi di abilitazione OBBLIGATORI e ovviamente A PAGAMENTO, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sa esattamente chi siamo anche se con netto ritardo e facendoci trovare anche in quelle circostanze in condizioni assai complicate, ma adesso?
Francesco, perdonami se ti interrompo, a cosa ti riferisci quando parli di “netto ritardo”?
Mi riferisco a quanto accaduto a molti marittimi italiani a partire dal 1 gennaio 2017, termine a seguito del quale tutti furono tenuti a conformarsi a quanto stabilito dai cosiddetti emendamenti Manila 2010, seconda modifica della Convenzione STCW del 1978 ratificata con legge n.739 del 1985. IlSenatore di Sinistra Italiana, Massimo Cervellini, poneva, con una lungimiranza assai vicina a ciò che era certo sarebbe accaduto un’interrogazione parlamentare all’allora Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Delrio, e cito testualmente: “Non è ammissibile che l’inerzia del legislatore venga scaricata sul lavoro dei marittimi in termini di costi da sostenere per l’adeguamento, assenza di regole, confusione, disinformazione, congestione dei corsi, improvvisazione di molte strutture formative, mortificazione della professionalità e dell’esperienza, terrorismo psicologico sul futuro. […]”
Nella sua interrogazione l’On. Cervellini aveva centrato assolutamente il punto prevedendo per filo e per segno ciò che di lì a poco venne a verificarsi.


Cosa ti senti di dirci per concludere?
A tutti i marittimi chiedo di firmare la petizione per essere tutti uniti e dimostrare che siamo una consistente fetta dell’economia del nostro Paese e siamo messi letteralmente in ginocchio. E per concludere mi chiedo e soprattuto chiedo a chi di dovere cosa succederà quando la stragrande maggioranza dei marittimi impiegati su navi battenti bandiera estera non riuscirà a raggiungere il numero di 183 giorni di lavoro che li esonera dalla doppia imposizione alla quale sarebbero irrimediabilmente e INGIUSTAMENTE (Sì, ingiustamente! Perchè è noto a tutti che uno dei principi cardine del Nostro ordinamento tributario è proprio il divieto di doppia imposizione, che serve ad evitare che lo stesso reddito venga tassato più volte) sottoposti?
Da marittimo e a nome di tutti gli altri colleghi, chiedo l’abolizione della tassazione sui redditi prodotti nell’anno 2020 e un supporto economico a questa categoria che non merita meno rispetto e considerazione rispetto a tutte le altre nel corso di questo drammatico momento storico.

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