Blues nell’Anima

Il campo di cotone era stato ripulito dalla gramigna. Fred, Fred McDowell, era fermo ai bordi ancora in tuta da lavoro, immerso nella canicola di luglio e guardava in un punto indefinito l’orizzonte. Ad un tratto, sentì urlare il suo nome, si girò e vide che il suo vicino di casa Lonnie Young correva verso di lui. Si era sparsa la voce che quel bianco, venuto dal nord con un registratore a bobine, stesse cercando artisti locali da registrare per l ’Atlantic Records. Lonnie informò Fred della cosa e si misero in cammino frettolosamente.McDowell passò da casa, prese la chitarra acustica, chiamò sua zia Fanny Davis che suonava il kazoo ed insieme si presentarono al cospetto di quel tizio che di nome faceva Alan e di cognome Lomax. Era il 1959.


“Mississippi” Fred McDowell fu un musicista di talento, scoperto in ritardo ma, diavolo!, per una volta giustizia è stata fatta. Il suo blues,legato alla tradizione rurale del Delta, era suonato principalmente in stile bottleneck, ma anche in fingerpicking. Tecniche che aveva carpito durante le esibizioni di Charlie Patton che, senza dubbio, fu la sua principale suggestione insieme a Tommy Johnson, Son House e Frank Strokes. Il suono che tirava fuori dalla chitarra era implacabile e nello stesso tempo disorientante. Quando raschiava quel vecchio coltellino sulle corde o, in mancanza di esso, un pezzo di una costola di vacca, la musica assumeva contorni tenebrosi, perfino terrificanti. Poi, con voce nasale spezzata, per la tristezza ed il dolore cantava il suo blues ipnotico. Alan Lomax, che si trovava in compagnia del cantante inglese Shirley Collins, lo ascoltò sotto il portico di casa di Lonnie Young. Per il vero, rimasero stupefatti entrambi, ammaliati da quel suono twangy e da quel groove minaccioso che la sua acustica sprigionava. Il suo volto, però, si vestiva di rimpianto.Dopo quell’incontro e quelle registrazioni, Fred McDowell (è l’uomo che ha scritto See See Rider, Careless Love, Shake ‘Em On Down) dovette aspettare qualche anno l’arrivo di Chris Strachwitz per godere di fama considerevole. Strachwitz era il proprietario della Arhoolie, una casa discografica dedita al blues e le incisioni che Fred fece per lui gli diedero finalmente visibilità. Durante gli anni sessanta, partecipò a vari festival di blues e folk e prese parte a diversi documentari sulla musica nera. Anche se fu raggiunto dalla notorietà, non si allontanò mai dal suo stile di vita precario e dalla sua casa a Como nel Mississippi. Il mondo del rock ha attinto dal suo vastissimo repertorio e alcuni dei suoi blues sono divenuti dei classici. Gli Stones, nel 1971, registrarono You Gotta Move per l’album Sticky Fingers, che gli fruttò un po’ di royalty anche se, solo dopo un anno da quell’evento, McDowell morì di cancro allo stomaco in quel di Memphis. I Rolling gli donarono per l’ultimo viaggio un abito d’argento lamé. L’abito di re. La talentuosa chitarrista Bonnie Raitt, sua seguace, in seguito pagò di tasca sua per una lapide tutta nuova, dato che la precedente aveva il suo nome scritto male. Sempre una donna, la formidabile chitarrista acustica Rory Block, ha pubblicato un tributo interamente dedicato a lui. Per finire, i fratelli Dickinson (North Mississippi All Star) devono al suo blues la loro stessa esistenza musicale.Le incisioni sul campo che Alan Lomax fece quel lontano giorno del 1959, anche se sono state già diffuse e sono sparse un po’ ovunque nella sua sterminata discografia, oggi si possono riascoltare, rimasterizzate in modo eccellente, e lasciano senza parole. Per provare a starci su, ascoltatele mentre la pioggia vi ticchetta sulla porta e lo sguardo incrocia una immaginaria linea ferrata. Come viaggiatori furtivi, vi inabisserete nella notte e, per magia, sentirete liberarsi il blues nelle fessure della vostra anima.

Bartolo Federico

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