Emergenza Coronavirus, fase 2, ristoranti e parucchieri ripartono a Giugno

La Fase 2 coronavirus dal 4 maggio decisa dal comitato scientifico ed attuata dalla task force guidata dall’ex AD di Vodafone, Vittorio Colao illustrata come segue :

Cosa riapre il 4 maggio?

Meglio, ancora prima: cosa riapre il 27 aprile? Quasi nulla, ad eccezione di qualche azienda che produce macchinari per disabili, attrezzature agricole e per la silvicoltura. Il 4 maggio, invece, via libera al manifatturiero e alle costruzioni. Il comitato scientifico continua a consigliare di attendere poi altre due settimane per un nuovo intervento, in modo da monitorare la curva del contagio. Probabile quindi che i negozi riaprano il 18 maggio. Più tardi ancora, a ridosso dell’avvio di giugno, il via libera ai servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti.

Mascherine gratis per alcuni

L’idea del governo sarebbe quella di renderle obbligatorie per tutti dal 4 maggio. Il nodo è quello di garantire un numero sufficiente di pezzi. Bisogna passare da 4 milioni – il livello attuale – a 7 milioni al giorno. Per questo, la strada alternativa allo studio è quella della “forte raccomandazione” all’utilizzo di questo dispositivo. Di certo le mascherine avranno un prezzo calmierato. E saranno gratuite per i redditi più bassi già esenti dal ticket, in base al modello Isee (scadeva a marzo, è stato prorogato di tre mesi). Come e dove distribuire questi dispositivi essenziali? In farmacia, smistate dai Comuni.

Estate, niente beach volley

Dal 4 maggio si potrà correre, è vero. Anche lontani da casa. Allenarsi, da soli o a distanza di sicurezza. Ma nel Dpcm non si allenterà il divieto dello sport amatoriale di squadra. Significa che calcio, calcetto, pallavolo, basket e gli altri sport collettivi saranno banditi. E per parecchio: è certo che il blocco verrà mantenuto per tutta l’estate. Niente sport in spiaggia, neanche beach volley.

Il “blocca-epidemia”

L’ha consigliato Colao, adesso tocca al governo elaborare un sistema a prova di virus. Dal 4 maggio ogni Regione pubblicherà l’indice “R-0” (R con zero), che misura il livello di diffusione dell’epidemia. Deve restare sotto l’1. Se sale – e contestualmente aumentano i ricoverati in terapia intensiva e i positivi nelle strutture “civili” dedicate – scattano nuovi blocchi territoriali di attività, in base alla popolazione che “muovono” e alla gravità del contagio: chiusura del commercio al dettaglio, delle fabbriche, delle scuole, nuovo lock down. Successivamente, anche l’app e gli screening estesi decideranno sui nuovi blocchi.

Scuole e asili: blocco indefinito

È il punto dolente. Restano fuori dal decreto del 4 maggio. Non riapriranno per l’estate. E neanche è detto a settembre, al momento. Al ministero dell’Istruzione è partita la commissione che dovrà stilare le proposte. Il rebus è per la fascia 0-3 anni: impossibile distanziare questi bimbi, il blocco potrebbe durare tutto l’anno, prorogando il bonus baby sitter. E per gli altri? Ballano due modelli. Il primo: dividere gli studenti di una classe in due gruppi, scandendo la presenza fisica e quella “on line” a giorni alterni. Il secondo: suddividere gli alunni tra mattina e pomeriggio.

Regioni, fughe in avanti

Ieri il governatore veneto Luca Zaia ha approvato un’ordinanza che consente la vendita diretta del cibo da asporto, l’accesso ai cimiteri, la riduzione del distanziamento da due metri a uno. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia media, ma ribadisce: prima la salute.

Sicurezza: chi sbaglia, chiude

È una vittoria della Cgil, che ottiene la sospensione delle attività che non assicurano gli standard richiesti. Le nuove regole prevedono distanziamento sociale, navette aziendali, auto proprie o biciclette per raggiungere le fabbriche, misurazione della temperatura all’ingresso.

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