Regione Siciliana, la sanità deve essere salvaguardata

Amata ”Questa brutta esperienza del coronavirus mi auguro che abbia insegnato a tutti noi che la parola tagli debba essere sostituita in investimenti”

L’Italia è sempre stata accostata all’ eccellente sanità e, se da un lato garantisce il servizio sanitario gratuito, dall’altro i tagli della spending review per rientrare in bilancio, hanno messo in evidenza dei problemi con la fase emergenziale che stiamo vivendo.

Soluzioni necessarie che devono essere da viatico per il deputato regionale Amata, che nell’intervista ha sottolineato qualche problema da risolvere:

Dobbiamo però attenzionare che con il SSN ( Servizio Sanitario Nazionale) viene data attuazione all’art. 32 della Costituzione italiana che sancisce il “diritto alla salute” di tutti gli individui. Si pone dunque come un sistema pubblico di carattere “universalistico”, tipico di uno stato sociale, che garantisce l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini, finanziato dallo Stato stesso attraverso la fiscalità generale e le entrate dirette, percepite dalle aziende sanitarie locali attraverso ticket sanitari (cioè delle quote con cui l’assistito contribuisce alle spese) e prestazioni a pagamento.

Esso è costituito sostanzialmente dai vari servizi sanitari regionali, dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale e dallo Stato, volte a garantire l’assistenza sanitaria ovvero la tutela o salvaguardia della salute dei cittadini, qualificato dalla legge italiana come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana.

Molto importante il coadiuvare con le strutture private dove però l’interesse delle ultime potrebbe essere molto più personale.

Prestazioni presso strutture convenzionate e accreditate

Se la struttura privata è riconosciuta ed accreditata dal SSN, il cittadino può usufruire di prestazioni (ambulatoriali, diagnostica, chirurgia, ecc) pagando soltanto il relativo ticket, al solito costo che sosterrebbe presso una struttura pubblica.

Il Servizio sanitario nazionale, in modo trasparente per il cittadino, procede al rimborso alla struttura privata. Il rimborso varia a seconda della presenza di complicazioni, e che la patologia richieda (DRG chirurgico) o non richieda (DRG medico) interventi chirurgici. I DRG chirurgici hanno costi più alti dal momento che prevedono più figure professionali coinvolte e l’uso di una struttura costosa come la sala operatoria, e beneficiano di rimborsi più alti.

Ci sono anche delle norme, in particolare il Patto per la sanità Stato-Regioni, che non vietano nelle strutture private convenzionate col SSN di collegare la retribuzione variabile di risultato del personale dipendente medico e paramedico (non amministrativo), a obiettivi economici di fatturato, quali possono essere i rimborsi per prestazioni sanitarie eseguite in regime di convenzione.

La deputata regionale Amata a tal proposito suggerisce l’ autocertificazione con controlli, non a campione, costanti per poter snellire le procedure burocratiche e farraginose .

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