La truffa perpetrata da finti maghi ad un’insegnante di Patti che ha perso un tesoro stimato in un milione e 800 mila euro

Una delle vittime, quella che più delle altre dieci è stata raggirata dall’organizzazione di finti maghi di Patti, è un’insegnante cinquantenne, truffata in sette anni per una cifra enorme, oltre un milione e 800mila euro, versati in carte di credito ricaricabili intestate ai truffatori o a loro prestanome. Il gruppo di falsi sensitivi e chiromanti, arrestati a maggio dalla procura di Patti, guidata da Angelo Vittiorio Cavallo, per associazione per delinquere, truffa aggravata, violenza privata e tentata estorsione, aveva ridotto la donna a non avere più il denaro per comprarsi il pane, con le società di recupero crediti alla porta di una casa non più sua ma pignorata dai creditori.

La gang, formata da otto persone, aveva base a Santo Stefano di Camastra ed era molto radicata nei paesi della costa tirrenica messinese. Guidata da una donna, Elvira Parisi, prendeva di mira le persone in quel momento psicologicamente fragili per un lutto, per la fine di una relazione, per aver perso il lavoro o per avere scoperto di essere malate.

Nel caso dell’insegnante cinquantenne l’aggancio è stata la fine di una relazione su cui i maghi truffatori si sono buttati a capofitto. Lei, conosciuta in paese, benestante, senza figli e con un patrimonio ereditato dai genitori, era la vittima perfetta per il colpo grosso. Ed è per questo che a prendere contatto con la vittima al telefono pensò proprio la numero uno della banda. “Era gentilissima, premurosa, sapeva della fine della mia convivenza e all’inizio mi dette conforto”, ha raccontato la vittima ai poliziotti dei commissariati di Patti e Capo d’Orlando, incaricati delle indagini.

Elvira Parisi, la mente dell’organizzazione, sapeva della fine della relazione e, dopo i primi contatti amichevoli, la mise in guardia dai malefici che, a suo dire, le stavano lanciando i parenti dell’uomo che aveva appena lasciato. “Mi disse che, se avevo disponibilità economiche, mi avrebbe messo in contatto con persone dai potentissimi poteri occulti che mi avrebbero salvata dai malefici”.

Per anni il gruppo ha sfruttato l’insegnante, che solo nell’ultimo periodo ha capito di essere stata raggirata. “Ha cercato di convincere i truffatori a farsi ridare il denaro – spiega il procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, che ha coordinato le indagini dei sostituti Federica Urban e Alessandro Lia – naturalmente senza riuscirci. Anzi in quel momento sono iniziate le minacce di raccontare tutto ai familiari, di rendere pubblici filmati compromettenti”.

Le indagini, durate quasi due anni, basate su intercettazioni telefoniche, numerose testimonianze e perquisizioni, hanno accertato che l’associazione a delinquere ruotava attorno a Elvira Parisi e Gino Paterniti, detto “il conte”. Erano loro che prospettavano alle vittime rituali magici o riti esoterici (chiamati lavori, grafiche, invocazioni) sempre molto costosi, fatti con materiali speciali dal prezzo esorbitante, ma necessari alla rimozione del grave male, del “malocchio” o della “fattura”.Come emerge dalle intercettazioni, il tono era perentorio e serviva a spaventare le vittime che, pur di liberarsi del male, erano pronte a tutto. “…lui è stato anche fatturato… io sono sensitiva…la situazione è brutta… c’è stata una donna… mi raffigura una donna che ha fatto qualche cosa su di lui e non c’è niente da fare, si deve togliere subito l’impurità… Non c’è tanto da perdere tempo, perché ogni cosa peggiora… purificazione nella tua casa…servono 70mila euro…”. (Come acconto per purificare la casa)

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