Chiusura discarica Alcamo, i sindaci denunciano l’insostenibile situazione igienico sanitaria

Con la presente, i sottoscritti Sindaci dei Comuni di Piraino, Patti, Brolo, Capo dOrlando, SantAgata Militello ed il Vicesindaco di Gioiosa Marea intendono denunciare l’insostenibile situazione igienico sanitaria oramai creatasi nei rispettivi comuni a causa dell’impossibilità di smaltire la frazione indifferenziata dei rifiuti.
Infatti, dal 7 novembre 2020 a causa della chiusura della discarica di Alcamo, la D’Angelo Vincenzo Srl, i comuni suddetti sono rimasti privi di un impianto di conferimento.
Premesso che con provvedimento del 23 giugno 2020 gli stessi Comuni sono stati improvvisamente e senza preavviso trasferiti dalla Sicula Trasporti Srl di Catania presso l’impianto D’Angelo Vincenzo Srl di Alcamo, provocando non pochi disagi a tutti i nostri comuni, infatti:
il trasferimento dalla “Sicula Trasporti Srl alla “D’Angelo Vincenzo Srl” ha provocato un aumento dei costi di conferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica considerevole, si è passati da 125 € a tonnellata a 195 € a tonnellata, costringendo tutte le amministrazioni a rivedere in aumento i rispettivi piani finanziari e a far ricadere gli ulteriori ed imprevisti costi sui cittadini, già stremati dai sacrifici economici imposti dalla situazione emergenziale da COVID – 19;
a partire dal 7 novembre u.s. la discarica di Alcamo ha chiuso, provocando una crisi nella gestione dei rifiuti di molti comuni dell’isola, compresi quelli rappresentati dai sottoscritti Sindaci.Si tratta di una situazione insostenibile e paradossale in quanto non è ancora stata ricevuta alcuna comunicazione riguardo quale discarica andare a conferire e l'indifferenziato non viene più raccolto da due settimane. Da giorni i vari uffici regionali competenti posticipano la risoluzione del problema sempre al die immediatamente successivo, oppure rimpallano le legittime richieste dei Comuni ad un altro Dipartimento e/o ufficio. Così ancora oggi si è in attesa dei promessi decreti straordinari che avrebbero dovuto risolvere la vicenda autorizzando i Comuni a conferire presso un'altra discarica.

Si ribadisce limpossibilità di gestire con le proprie forze la gestione dei rifiuti in queste condizioni, considerato anche che quotidianamente si è costretti ad affrontare tutti gli adempimenti e le urgenze imposte dalla pandemia da COVID 19 in atto per tutelare la salute dei cittadini, e vi è una difficoltà oggettiva ad assicurare gli altri servizi essenziali senza risorse economiche ed umane. Dopo il danno la beffa: in data 20.11.2020 è stata recapitata una nota da parte del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti che diffida i Comuni a raggiungere livelli più alti nella raccolta differenziata. Sembra una situazione grottesca: da 15 giorni non è permesso conferire i rifiuti in alcuna discarica della Sicilia e allo stesso tempo i Comuni vengono diffidati in quanto produrrebbero troppo indifferenziato! Onestamente, sarebbe stato opportuno, con la medesima solerzia, invece che una diffida, adottare un decreto straordinario che mettesse fine a questa situazione spiacevole. A tutto ciò non è possibile sottostare! Non è possibile scaricare tutte le responsabilità politiche sui Sindaci e le amministrazioni locali, peraltro le più esposte alla crescente rabbia sociale. Al Presidente della Regione e allAssessore Regionale allEnergia e ai Servizi di Pubblica utilità si chiedono interventi immediati per la risoluzione di una vicenda che rischia di avere ripercussioni di natura igienico sanitaria. A Sua Eccellenza il Prefetto si chiede di farsi interprete del disagio che le comunità stanno vivendo e adotti, a sostegno delle rimostranze dei Sindaci, quelle azioni che riterrà utili per chiedere alle Autorità Regionali competenti di adoperarsi per superare velocemente gli impedimenti burocratici, in modo da procedere rapidamente alla risoluzione del problema di prioritaria importanza, qual è quello della raccolta dei rifiuti.

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