Comitato cittadino “Capo d’Orlando è di tutti”. Ha fatto bene il sindaco a richiamare ad ” un’assunzione di responsabilità collettiva ”

Servono atti amministrativi che corrispondano ad una precisa strategia di contenimento del contagio

Ha fatto bene il Sindaco di Capo d’Orlando a richiamare ad “una assunzione di responsabilità collettiva” e a ricordare che “Non sono più ammissibili comportamenti superficiali e irresponsabili”.

Un invito che andava rivolto in particolare a chi avrebbe dovuto prevenire e sanzionare “comportamenti superficiali e irresponsabili”.

Se la situazione dei contagi a Capo d’Orlando sta sfuggendo di mano si deve infatti anche alla mancata o tardiva adozione delle misure necessarie ad evitare, o quanto meno limitare, assembramenti.

Per tutta l’estate, a Capo d’Orlando è stato consentito di mantenere aperti bar e pub in ore notturne con tanto di musica di intrattenimento: un obiettivo invito ad assembrarsi ed a fare delle vie e delle piazze cittadini discoteche a cielo aperto; nel corso delle feste di fine anno si è permessa la vendita di alcolici ed il loro consumo negli spazi antistanti i locali: bastava fare un giro nella zona dell’isola pedonale per riscontrare un affollamento da festa patronale; fino allo scorso giovedì è stato permesso lo svolgimento del mercato settimanale senza adottare soluzioni organizzative che determinassero un effettivo distanziamento né tantomeno individuati percorsi in sicurezza e modalità di controllo: le prescrizioni indicate nell’ordinanza che autorizzava lo svolgimento del mercato erano palesemente inapplicabili in assenza di provvedimenti strutturali.

I rischi di un progressivo incremento dei contagi erano evidenti e sono stati rappresentati più volte da questo Comitato all’amministrazione comunale, che aveva finora risposto in modo elusivo e derisorio affermando che non si può bloccare l’economia (come se l’economia cittadina dipendesse dal consumo di aperitivi e non dal lavoro di tutte quelle altre attività – commerciali e non – messe in crisi dal procedere della pandemia).

Ora finalmente, davanti all’evidenza di una crescita pericolosa del contagio, lo stesso Sindaco ha emanato un’ordinanza che vieta il consumo di alcol negli spazi pubblici al fine di evitare gli assembramenti che ci siamo abituati a vedere in questi mesi.

Gli diamo volentieri atto di avere assunto questa iniziativa ed auspichiamo che l’ordinanza venga fatta rispettare attraverso i dovuti controlli; perciò fidiamo nell’attenzione del vice Sindaco, che ha pure delega alla Polizia Locale, e della altre forze dell’ordine.

La situazione resta grave ed all’ordinanza sulla vendita di alcol devono seguire altri provvedimenti all’altezza del momento per evitare le occasioni di contagio, a cominciare dal mercato settimanale che si è tenuto anche oggi con le stesse modalità di sempre. Infatti  l’Ordinanza sindacale di riapertura dispone distanziamenti e controlli agli ingressi (vedi comunicato stampa del 5/1/2021) non può essere rispettata senza una turnazione degli operatori commerciali ed i necessari controlli.

A questo punto prediche ed esortazioni non bastano: servono atti amministrativi che corrispondano ad una precisa strategia di contenimento del contagio che eviti l’incombente inclusione nella zona rossa con tutte le ricadute negative personali ed economiche.

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