Capo d’Orlando (Me) – Sicurezza scuole. Il cordinamento ARTICOLO UNO alza la voce.

E’ ora di svegliarsi e reagire, sulla pelle dei bambini non si possono fare forzature

Sembrava essere tutto risolto dopo il tira e molla decisionale tra il Dirigente Anastasi ( mancanza di certificazioni di idoneità) e il primo cittadino Franco Ingrillì (invio delle certificazioni) su quando e come, bisognava utilizzare le aule, provvisorie, assegnate agli alunni delle scuole materna.

Invece adesso ad alzare la voce è il cordinamento Articolo UNO che sottolinea alcune carenze, non solo per l’idoneità dei luoghi destinati alla Materna e alle Elementari, accusando l’Amministrazione locale di privilegiare rapporti con privati per l’assegnazione dei siti. Nello specifico scrive:

In un paese normale un sindaco e la sua giunta non manderebbero i bambini dai tre ai cinque anni in un magazzino per fare lezioni e attivita’ ludico didattiche.

In un paese normale un sindaco si dovrebbe adoperare per non far ricadere sulla pelle dei bambini gravi conseguenze dovute alle proprie incapacita’ amministrative.

In un paese normale un sindaco non sperpererebbe denaro pubblico affittando siti di dubbia idoneita’ al corretto svolgimento delle attivita’ didattiche. ( vedi via della fonte – scuola elementare; via XXVII settembre – scuola dell’infanzia).

In un paese normale un sindaco dovrebbe occuparsi con impegno e diligenza di reperire idonei locali pubblici per la collettivita’, invece di privilegiare rapporti con privati.

In un paese normale un sindaco non stipulerebbe una scrittura privata per l’importo di 2.730 euro mensili con una spesa per 11 mesi pari ad un totale di 30.000 euro, senza accertarsi delle normali condizioni di vivibilita’ quotidiana per lo svolgimento dell’attivita’ didattica.

In un paese normale un sindaco farebbe accertare le condizioni di sicurezza che ad oggi 11 novembre 2021 mancano sui balconi che danno sul vialetto d’ingresso adiacente all’edificio di via XXVII settembre adibito a scuola d’infanzia, nonostante la relazione del perito del tribunale di patti vincenzo andronaco, nella quale viene rilevato quanto segue: “ (…) i prospetti e i balconi dell’intero fabbricato si trovano in condizioni di scarsa manutenzione e necessitano di risanamento strutturale.

In un paese normale un sindaco si accerterebbe sull’abbattimento delle barriere architettoniche, sulle uscite di sicurezza in caso di eventi sismici o altre calamita’ e sulle condizioni a norma dell’impiantistica dei locali ad uso pubblico.

In un paese normale la tutela, la salute dei bambini e la tranquillita’ delle loro famiglie sarebbero un atto dovuto. ma qui non siamo in un paese normale, siamo in un luogo dove chi amministra, si comporta e agisce come un “despota”, forte dell’appoggio di potentati economici che hanno contribuito fortemente alla sua rielezione.

E’ ora di svegliarsi e reagire, sulla pelle dei bambini non si possono fare forzature. Ci sono voluti anni per capire che i bambini sono una ricchezza e non un peso.le battaglie ambientali portate avanti con impegno e determinazione dalle nuove generazioni, non sono ancora entrati nella testa di alcuni che si definiscono “amministratori”.

La scuola dell’infanzia e’ il primo luogo di aggregazione dove le insegnanti si impegnano con amore per far relazionare le bimbe ed i bimbi, regalando momenti di allegria e spensieratezza.

Scegli da che parte stare! noi di articolo uno abbiamo scelto di stare con i bambini, le famiglie, gli insegnanti e la loro sicurezza.

Noi di articolo uno ci impegnamo a far presentare una interrogazione parlamentare al ministro dell’istruzione, al ministro per l’ambiente e territorio, al ministro della salute, affinche’ svolgano una rigorosa ispezione su tutta questa inquietante vicenda.

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