Il nuovo anno è iniziato nel peggiore dei modi per la scuola: è vero, i contagi sono in aumento. L’evolversi della situazione epidemiologica desta molta preoccupazione ma eravamo già a conoscenza della nuova variante già da fine novembre e, soprattutto, sapevamo quanto fosse contagiosa.

Anche questa volta, nonostante un chiaro e preoccupante scenario, le risposte istituzionali dei governi locali e regionali hanno inseguito le evoluzioni dell’emergenza senza mai riuscire ad anticipare il problema.

Qualcosa si sarebbe potuta fare?… certo non si poteva bloccare il virus ma, ad esempio, spiega la Referente di Azione Scuola, Rosaria Moschella, pensare ad organizzare in tempo dei drive-in scolastici per effettuare prima della riapertura le procedure di testing e di monitoraggio sanitario previste dall’art. 13 del D.L. n.221 del 24 dicembre 2021 per avere un quadro generale della situazione epidemiologica nella popolazione scolastica; dotare le aule dei sanificatori d’aria avvalendosi di quanto destinato dal Governo Centrale per misure anti Covid; acquisire nuovi spazi per destinarli alle scuole usufruendo delle risorse che il Ministero per l’Istruzione aveva concesso agli Enti Beneficiari (Città metropolitana e Comune di Messina) per affitti, noleggi di strutture temporanee e spese di conduzione per una riapertura in presenza e sicura dell’anno scolastico 2021 -2022.

La maggior parte degli Istituti Scolastici a Messina sarebbe dovuta rientrare lunedì 10 Gennaio ma venerdì 7 il Sindaco ha emanato un’ordinanza in cui disponeva, da lunedì 10 gennaio fino al 23 gennaio 2022, la chiusura di tutti gli Istituti di ogni ordine e grado, pubblici e privati per l’acuirsi dei contagi e lo svolgimento, quindi, delle attività scolastiche mediante la DAD.
Il giorno dopo l’Assessore all’Istruzione della Regione Siciliana, con nota n.55, non potendo garantire l’assolvimento delle procedure di testing e di monitoraggio sanitario previsti dalla disposizione ministeriale n.221 del 24 dicembre 2021, modificava il calendario scolastico per far slittare di tre giorni il ritorno in aula degli studenti riservandosi la possibilità di ulteriori interventi a tutela della salute pubblica e del diritto allo studio.
Da una parte la salute pubblica e dall’altro il diritto allo studio: i due diritti, pur avendo la stessa importanza, sono percepiti dai cittadini con valori molto diversi. La salute, in particolare, viene percepita nella maggior parte dei casi come di primaria importanza e, quindi, da privilegiarsi nel caso in cui entri in rapporto o in conflitto con altri diritti pur costituzionalmente garantiti ed in questo caso con il diritto allo studio

Siamo certi che la Didattica a distanza (DAD) garantisca il diritto all’istruzione?
Qualcuno potrebbe rispondere che siamo stati costretti dalla grave situazione pandemica a ricorrere alla DAD. Questa era l’unica via percorribile nel 2020, anno in cui siamo stati travolti dall’ondata del virus. Ma adesso? È possibile pensare che l’unica cosa da fare sia chiudere le scuole ?
Sono due anni che si dice che la Scuola è una priorità!
Abbiamo visto dai rapporti Istat come la didattica a distanza soffra di difficoltà dovute ad alcuni fattori quali la scarsa disponibilità di computer e tablet, il sovraffollamento abitativo e il “digital divide” cioè il divario che c’è tra chi ha accesso (adeguato) a internet e chi non c’è l’ha che appunto rende difficile l’esercizio di diritto allo studio.
Chi è escluso dal digitale, per scelta o per caso fortuito, ne perde i vantaggi. Con un danno socio-economico e culturale. E poiché chi è in digital divide, secondo gli studi come quello Istat, è spesso di un ceto sociale già svantaggiato, entra in un circolo vizioso. Di crescente povertà ed esclusione.
Il tema è delicato e per questo motivo Azione Scuola Messina chiede agli Enti Preposti di trattare quest’argomento con l’attenzione che merita ricordando gli effetti devastanti della DAD (semmai qualcuno li avesse già dimenticati) su quella che ormai è definita la “generazione Covid”, che sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. La scuola è studio, relazione, ma anche accoglienza per tanti ragazzi che non hanno famiglie solide alle spalle.
“A tale proposito, conclude la Referente, mi vengono alla mente le opinioni di Pietro Calamandrei che affermava, sulla scorta del dettato costituzionale, che la scuola dovesse essere innalzata alla posizione di “organo costituzionale” di importanza vitale per la struttura democratica del Paese. Una scuola per tutti con le finalità di creare cittadini, senza distinzione alcuna, così come indicato nel principio di eguaglianza formale (articolo 3, primo comma), ma con l’intento di responsabilizzare gli individui nella coscienza di essere parte attiva nella costruzione democratica”.

Rosaria Moschella Referente Azione Scuola Messina

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