Pezzi inediti e preziosi che hanno attraversato l’oceano per raccontare – da Palermo e Monreale, in Sicilia, all’Istituto Italiano di Cultura di New York – le quattro regine e imperatrici che accompagnarono la vita di Federico II di Svevia, quello “stupor mundi” anticipatore dell’idea di Italia e Europa multiculturale a cui si guarda oggi. Quattro regine e imperatrici unite dal comune nome di Costanza: la madre, la moglie, la figlia naturale e la nipote dell’imperatore, raccontate attraverso codici miniati, icone, gioielli, corredi funerari, ma anche tele e oggetti che segnarono il revival ottocentesco dedicato alla corte sveva. La mostra “Constancia. Donne e potere nell’impero mediterraneo di Federico II”, prodotta dall’IIC, per la prima volta guarda alla Storia da un punto di vista femminile; e raccoglie un vero tesoro che resterà esposto a New York fino a fine aprile. Su 25 opere in mostra, ben 12 sono inedite per il pubblico: dal famoso quarzo, il “cuore” prezioso della fibula del manto con cui l’imperatore fu posto nella tomba, mai mostrato prima; a pezzi conservati nei depositi dei musei palermitani – come gli orecchini di Costanza –, altri di collezionisti privati che li prestano per la prima volta, come una tela ottocentesca di Bernardino Riccardi di proprietà dei conti Tasca o un cofanetto in osso con intagliata la genealogia completa della corte sveva.

Al vernissage, accolta dal direttore dell’IIC, Fabio Finotti – alla guida dello staff di curatori formato da Maria Concetta Di NatalePierfrancesco Palazzotto e Giovanni Travagliato, docenti dell’Università di Palermo – è intervenuta l’Ambasciatrice italiana negli Stati Uniti, Mariangela Zappia che ha voluto ricordare la condanna europea dell’attacco russo all’Ucraina. “Questa mostra davvero unica è un’occasione per vedere con i nostri occhi come l’Europa e il Mediterraneo, nonostante guerre e crociate, siano stati luogo di fusione di cultura, di bellezza, di artigianato e di arte – ha detto l’Ambasciatrice che si è soffermata sulla tecnologia tutta italiana di Arterìa, ditta che si è occupata del trasporto e della climatizzazione delle opere in mostra. Sono quindi risuonate le note dell’inno nazionale ucraino e ha preso la parola l’addetto culturale ucraino a New York, Andrew Horodysky che ha ricordato “i legami stretti del suo Paese con l’Italia, fondati su un passato di forti relazioni culturali, sociali, religiose”. Presenti il Console italiano a New York, Fabrizio Di Michele, il direttore dell’Ice Antonino LaspinaLila Castellaneta, moglie dell’ex ambasciatore italiano negli Usa, Giovanni Castellaneta, oltre a critici, artisti, direttori di istituzioni museali, giornalisti. I due curatori, Pierfrancesco Palazzotto e Giovanni Travagliato hanno esposto il filo concettuale che lega le quattro regine Costanze, collegando i diversi pezzi in mostra e legandoli al revival ottocentesco. Da remoto ha portato il saluto istituzionale della Regione Siciliana, l’assessore ai Beni culturali Alberto Samonà, “Una mostra attraverso cui raccontiamo una porzione di storia dell’Isola, la sua cultura profonda e radicata, e non solo. E che pone l’attenzione su regine e imperatrici che hanno sostenuto la visione cosmopolitica di Federico II, ancora oggi attuale e contemporanea”. Sono poi intervenuti i responsabili dei due pilastri scientifici che sostengono la mostra, l’Università di Palermo, con Maria Concetta Di Natale, esempio delle studiose che oggi elaborano una visione nuova del passato e del presente; e l’Università del Salento il cui rettore, Fabio Pollice – intervenuto con Francesco Somaini, coordinatore del nuovo Centro Studi Medievali – ha offerto all’ambasciatrice Zappia e al direttore dell’Istituto di Cultura Fabio Finotti, il sigillo dell’Ateneo, simbolo di una collaborazione culturale destinata a durare nei prossimi anni. Dal Teatro Massimo di Palermo sono giunti in video, frammenti dall’allestimento dei Vespri verdiani, e una selezione dall’opera è stata proposta dalla pianista italo-americana Laurie Adamo-Ricigliano.

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