Lun. Feb 9th, 2026

L’ipocrisia di Capo d’Orlando: uno sguardo critico su generazioni a confronto

Capo d’Orlando è un paese meraviglioso, ma a volte sembra accecato dalla propria bellezza. Un luogo dove l’ammirazione per le sue bellezze naturali si scontra con una cecità selettiva verso i comportamenti dei suoi cittadini. In particolare, emerge un’evidente ipocrisia: si punta il dito con facilità contro i giovani, mentre si ignorano, o si minimizzano, le azioni degli adulti

Siamo in un’epoca in cui la morale viene distribuita a senso unico. Si assiste a una sorta di tiro al bersaglio contro la generazione Z, spesso accusata di essere superficiale o indisciplinata. Ma chi muove queste accuse? Troppo spesso sono proprio coloro che non hanno i requisiti per farlo, come imprenditori che denunciano l’illegalità senza averne compreso la reale gravità. Oppure aspiranti sindaci che, convinti di avere la soluzione in tasca, si sentono danneggiati e si scagliano contro i giovani. Sembra quasi che la gioventù sia diventata il capro espiatorio ideale per coprire problemi più radicati e complessi.

I giovani: prodotto della loro società

Il paradosso è che questa generazione, così tanto criticata, non è altro che il riflesso della società che l’ha cresciuta. La critica rivolta ai giovani dimentica un dettaglio fondamentale: sono il prodotto delle scelte, dei fallimenti e delle incoerenze degli adulti. Invece di riconoscere la propria parte di responsabilità, si preferisce la via più facile: condannare, senza riflettere.

Prendiamo per esempio il caso del casale dove si è scoperto ”il collegamento con la Colombia” per un chilo di “fumo”.

Non è nostra intenzione sminuire l’accaduto ma questo episodio ha scosso l’opinione pubblica, ma forse l’ha anche distratta.

L’attenzione si è concentrata sul singolo atto di devianza, permettendo di ignorare il contesto più ampio. Ci siamo persi a giudicare quel gesto, mentre altre dinamiche ben più gravi continuano indisturbate sotto i nostri occhi, in luoghi considerati “rispettabili”.

La morale a senso unico

Capo d’Orlando ha la responsabilità di guardarsi allo specchio con onestà. È tempo di superare la miopia che ci fa vedere solo la pagliuzza nell’occhio dei giovani, e di affrontare la trave che è presente in quello degli adulti. Solo così potremo costruire una comunità più onesta e solidale, dove la responsabilità è condivisa e il dialogo non lascia spazio a sterili ipocrisie.

Editoriale a cura di Adriano Lo Presti


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