Gio. Mar 12th, 2026

Il Tramonto dell’Estate e la Società Liquida: Oltre la Cultura dell’Effimero

Con il calare di settembre, si chiude il sipario su un’estate fatta di caroselli di feste, sagre e manifestazioni. I social media sono inondati da foto e selfie, testimoni di piazze piene e di un’effimera vitalità. Chi ha speso di più ha visto la sua comunità partecipare a eventi che, pur offrendo un respiro al commercio locale, hanno caricato l’apparato amministrativo di oneri economici e burocratici, piegandolo a quella che l’autore di queste riflessioni, Francesco Calanna, Presidente del GAL Nebrodi, definisce l’“imperante cultura dell’effimero.”

Questa osservazione non vuole essere un atto d’accusa contro le feste in sé. Spettacoli musicali e sagre hanno un valore sociale e culturale innegabile. La riflessione sollevata, però, è più profonda: si interroga sul bilanciamento dell’attività amministrativa, che sembra sempre più sbilanciata verso il provvisorio, il superficiale e il consumabile. Questa tendenza a privilegiare ciò che è momentaneo — le mode, le tendenze, i sondaggi e il consumo veloce — è il tratto distintivo della “società liquida” descritta dal sociologo Zygmunt Bauman.


La Precarietà e la Perdita di Profondità

In un mondo liquido, tutto scorre e nulla è stabile. I legami sociali, i progetti a lungo termine e le sicurezze sono sostituiti da un senso di precarietà e dalla costante ansia di doversi aggiornare. Si perde la capacità di costruire qualcosa di duraturo, come riforme necessarie, servizi sociali di qualità o infrastrutture solide, perché l’attenzione è catturata dal prossimo evento, dal prossimo trend.

La fluidità offre un’apparente sensazione di libertà. Non ci si sente vincolati a scelte definitive e si può cambiare rotta in qualsiasi momento. Tuttavia, questa libertà ha un costo elevato: la perdita di profondità. Senza radici solide, la comunità rischia di perdere la sua identità e la capacità di affrontare le sfide a lungo termine che richiedono pianificazione, impegno e investimenti duraturi.


Il Richiamo alla Stabilità e al Significato

Il pensiero di Francesco Calanna non è un mero lamento, ma un vero e proprio stimolo critico. È un invito a non fermarsi solo alla superficie, a non esaltare unicamente ciò che è momentaneo e consumabile. Sottolinea l’urgente bisogno etico, sociale ed economico di ritrovare la stabilità, l’autenticità e il significato nelle nostre azioni.

La vera modernità non dovrebbe essere definita dalla velocità con cui cambiamo le mode o da quanti eventi riempiono le nostre piazze. Piuttosto, si misura dalla nostra capacità di costruire un futuro solido, che garantisca sicurezza, salute e qualità di vita per tutti. Riscoprire il valore della durata e del significato, oltre la mera apparizione, è la sfida più grande che la società contemporanea deve affrontare per non dissolversi nella sua stessa liquidità.


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