Capo d’Orlando ha detto addio a uno dei suoi figli migliori. Ieri pomeriggio, sotto una pioggia che sembrava piangere con la comunità intera, si sono tenuti i funerali del Dottor Salvatore Librizzi, il cardiologo il cui cuore grande si è spento improvvisamente mercoledì, all’età di 64 anni.
Una folla incalcolabile, un fiume silenzioso di dolore, si è riversata nella Chiesa di Cristo Re. Non solo medici stimati e colleghi, ma centinaia e centinaia di volti segnati dalla gratitudine: i suoi pazienti, le persone cui il Dottore aveva letteralmente restituito la vita. Erano lì per l’ultimo, straziante ringraziamento all’uomo che aveva curato i loro cuori.
Il Paradosso della Vita e della Morte
La morte del Dottor Librizzi, stroncato da un arresto cardiaco a Messina, suona come la più amara delle beffe del destino. Un cardiologo, un “salvatore di cuori” per centinaia di persone lungo la sua fulgida carriera, tradito proprio dall’organo che aveva imparato a proteggere e riparare con tanta maestria. Era questo paradosso a rendere l’aria nella chiesa ancora più greve, il dolore ancora più profondo.
Il Dottore, in servizio a Medicina interna all’Ospedale di Sant’Agata Militello e con il suo studio privato al fianco dei fratelli, i medici Massimo e Maurizio, lascia un vuoto non solo professionale, ma umano.
All’uscita del feretro, la bara sommersa da un applauso lunghissimo e disperato, un tributo finale che parlava di riconoscenza eterna. A celebrare le esequie, l’Arciprete Nello Triscari, affiancato dal cappellano dell’ospedale dove Librizzi aveva speso la sua vita.
L’Esempio di un’Umanità Rara
Il ricordo è unanime: Salvatore Librizzi era l’incarnazione di una professionalità misurata, priva di eccessi, con quella “calma olimpica” che infondeva fiducia anche nei momenti più critici. Aveva imparato la dedizione dal padre, lo storico Dott. Basilio Librizzi, e l’aveva tramandata attraverso il suo servizio.
Il Sindaco Franco Ingrillì ha espresso il sentimento di una città orfana:
“Il dottore Salvatore Librizzi è venuto a mancare e lascia il ricordo di un professionista stimato e di una persona dedita al servizio degli altri… La sua competenza, la sua umanità e il suo impegno resteranno patrimonio della nostra città. Ricordo con gratitudine la sua calma autorevolezza e la sua capacità di mettere a proprio agio chiunque si rivolgesse a lui.”
Il Dottore lascia la moglie, MariaVera, compagna di una vita intera, e il figlio Alessio. Intorno a loro, il cerchio affettuoso degli amici di sempre, gli amici del sabato sera come l’architetto Mario Sidoti Migliore, il consigliere Renato Mangano, il Dott. Diego Petrelli e l’avvocato Francesco Cucinotta, che hanno voluto onorare la sua memoria.
Un Tributo che Echeggia nel Silenzio
A questo immenso dolore si unisce la voce del gruppo CambiAmoCapo, in un messaggio che riassume il sentimento collettivo:
In questa triste occasione, desideriamo esprimere le nostre più sentite condoglianze per la prematura scomparsa del Dott. Salvatore Librizzi.
Uniamo il nostro dolore a quello di tutta la comunità, che perde non solo uno stimato Cardiologo e Medico Ospedaliero, ma soprattutto un uomo di grande professionalità e umanità, che ha dedicato la sua vita alla cura degli altri.
In questo momento di immenso dolore, il nostro affetto e la nostra vicinanza vanno alla moglie MariaVera, al figlio Alessio, ai fratelli Maurizio e Massimo e a tutti i familiari. Che la terra gli sia lieve.
Con affetto e profonda stima Renato, Linda, Sandro, Giuseppe e Tutto il gruppo CambiAmoCapo
La Gratitudine come Consolazione
La famiglia Librizzi-Paladina, pur nel suo incommensurabile dolore, ha trovato la forza di ringraziare: “Desideriamo ringraziare vivamente tutti coloro che con una parola, con un gesto, con un ricordo, ci hanno fatto sentire meno soli. Le innumerevoli manifestazioni di stima e di dolore per il nostro amato Salvatore hanno alleviato la nostra sofferenza”.
Salvatore Librizzi se n’è andato, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile, ma anche il grande, insostituibile esempio di cosa significhi essere medico e, soprattutto, essere una bella persona.

