Il Minestrone Indigeribile che Affoga la Politica Regionale
La recente ondata di scandali che ha investito la politica siciliana è molto più di un’inchiesta della magistratura. Secondo l’analisi affilata di Riferimento a Calanna, ci troviamo di fronte al sintomo di una patologia sistemica che definisce il modo stesso di “essere governo” nell’Isola: una crisi che affonda le radici nella cultura, nell’etica e nella politica.
Il Garante Dimenticato: La Caccia alle Streghe
All’indomani dello scoperchiamento del “vaso di Pandora”, la risposta del Governo Regionale è stata la sospensione dei dirigenti e l’allontanamento degli assessori riconducibili al partito della Democrazia Cristiana.
Qui, Calanna registra la prima “aberrazione”: un provvedimento che non ha nulla a che fare con il garantismo democratico. L’autore comprende la sospensione cautelativa dei dirigenti indagati, ma si chiede: cosa c’entrano figure come Andrea Messina e Nuccia Albano, assessori non coinvolti nell’indagine?
L’allontanamento, secondo questa visione critica, si configura come una “caccia alle streghe” sacrificando figure innocenti nel tentativo di “salvare l’insalvabile” ed evitare un tracollo generale. Viene richiamato un principio fondamentale: la responsabilità penale è personale, e mai può essere estesa per mera appartenenza a un gruppo politico.
La Malattia Etica: Il Culto del “Babbu”
La vera crisi non è nella legalità violata, ma nell’etica. In Sicilia, lamenta l’autore, la politica non “governa”, ma “comanda”.
Si è sedimentata una cultura in cui la performance e la produzione non sono necessarie; basta semplicemente “annacarsi” (agitarsi, darsi da fare in modo apparente) o fare “teatro”. Il risultato è la creazione di false illusioni che generano un popolo disilluso e, nel profondo, vinto.
In questo contesto perverso, chi non ne approfitta—chi si mantiene onesto e al di fuori dei meccanismi clientelari—non è visto come persona perbene, ma come un “BABBU” (uno sciocco).
L’Urlo del Bivio: Possibilità o Sonno
Non è, quindi, un Governo in difficoltà, ma la Sicilia intera al bivio. Il “contratto morale” tra eletti ed elettori è al suo punto di rottura.
Per Calanna, questa crisi non deve essere un altro fallimento, ma una “possibilità” storica. L’Isola ha il dovere di trasformare questo momento di imbarazzo e rigore in una profonda riflessione per selezionare una nuova classe dirigente basata su qualità, partecipazione e legalità.
In assenza di questa presa di coscienza, l’Isola è destinata ad accettare, inerme, i “corsi e ricorsi storici” della propria inefficacia, condannandosi a un “sonno” profondo. La sfida è aperta: risveglio etico o irredimibilità.

