Dom. Feb 8th, 2026

Capo d’Orlando, collocata al Santuario la “Madonnina ritrovata”

E’ tornata ieri, dopo cento anni, al Santuario di Capo d’Orlando la statua presumibilmente originale della Madonna Patrona della cittadina, celebrata con una processione partita alle 19,30 dalla Chiesa Cristo Re, a cui ha fatto seguito una messa celebrata “al Monte” dal parrocco Sebastiano Triscari.
Era il 12 dicembre 1925 quando la statuetta fu trafugata da mani ignote, dopo i festeggiamenti per l’autonomia del paese. Trovata nel 2011 nelle campagne di Naso (così ha sempre sostenuto l’inconsapevole possessore) la Madonnina era stata per anni cercata da Carmelo Caccetta, presidente dell’Archeoclub di Capo d’Orlando e appassionato di storia locale.


Finalmente, proprio Caccetta riconobbe i tratti dell’antico simulacro in questa statuetta in alabastro, mancante delle parti originarie e con le teste di Madre e Bambino ricostruite in terracotta.
L’altezza di circa 16 centimetri e il materiale corrispondono in effetti con le descrizioni a noi pervenute dagli scritti dei secoli scorsi. Pietro Iberto nel 1598 scriveva, per esempio, che “l’altezza dell’effigie non è se non d’un palmo” (il palmo siciliano era una misura lineare di circa 26 cm), e attorno al 1600 il gesuita Ottavio Caietano la descrisse come “fatta di cera bianca” (all’epoca l’alabastro non era conosciuto).
Caccetta si è adoperato a convincere il detentore che potesse trattarsi davvero dell’antica statuetta, consegnata finalmente nel 2024 alla Diocesi di Patti, con l’impegno di portarla a Capo d’Orlando perché venisse (ri)collocata al Santuario.
Un argentiere di Palermo ha ricostruito le teste e ha aggiunto la base, mentre si è provveduto al restauro delle altre parti mancanti.
Il resto è storia, consegnata alla fede dei cittadini orlandini, che ieri sera hanno reso omaggio alla “Madonnina ritrovata”.


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