Dom. Feb 8th, 2026

Ddl Enti locali, ANCI Sicilia: Adeguare le indennità degli assessori dei piccoli Comuni

Palermo – “Nel disegno di legge sugli enti locali è indispensabile prevedere un intervento specifico per l’adeguamento delle indennità degli assessori dei piccoli comuni siciliani, oggi ferme a livelli del tutto inadeguati e, in molti casi, persino inferiori a quanto riconosciuto ai volontari del servizio civile”. Lo dicono Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina, vicepresidente ANCI Sicilia e Maurizio Zingales, sindaco di Mirto, coordinatore dei piccoli comuni siciliani, a proposito del disegno di legge sugli enti locali in discussione all’Assemblea regionale siciliana. “Una condizione che pone un serio problema di dignità istituzionale e che rischia di compromettere la possibilità di garantire un’amministrazione efficace, competente e continuativa nei territori più piccoli, spesso i più esposti a fragilità sociali, economiche e infrastrutturali – continuano – Un minimo adeguamento delle indennità, anche a carico degli enti stessi, per gli assessori dei piccoli comuni è una misura di buon senso, che rafforza il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e contribuisce a rendere più solido, autorevole ed efficace il presidio democratico nei territori”.

“È sotto gli occhi di tutti come nei piccoli comuni la funzione di assessore richieda un impegno costante, competenze sempre più elevate e un’assunzione diretta di responsabilità su settori cruciali: dal bilancio ai servizi sociali, dall’urbanistica alla protezione civile – spiega il vicepresidente Spera -. Continuare a riconoscere indennità simboliche significa svilire il ruolo delle istituzioni locali e rendere sempre più difficile il coinvolgimento di energie qualificate nella gestione della cosa pubblica. Chiediamo che il Parlamento regionale introduca nel ddl una norma chiara e strutturale”. “Nei piccoli comuni sindaci e assessori sono spesso il primo e diretto punto di contatto tra cittadini e istituzioni – prosegue Zingales -. Sono loro a gestire quotidianamente problemi concreti, emergenze, servizi essenziali, ma in condizioni che non riconoscono minimamente il valore del ruolo svolto. Un’indennità che in alcuni casi è tra 100 e 200 euro rappresenta una contraddizione che va sanata. Adeguare queste indennità non è un privilegio, ma un atto di rispetto verso le comunità amministrate”.


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