Il caso Messina riapre una ferita mai rimarginata nell’ordinamento degli enti locali siciliani: la fragilità della continuità amministrativa. Sulla questione interviene con una proposta di legge organica Francesco Calanna, già parlamentare regionale e, soprattutto, figura che ha vissuto dall’interno le complessità dell’ente messinese nel suo ruolo di Commissario Straordinario della Città Metropolitana.
Dall’ESA alla Città Metropolitana: un percorso nelle istituzioni
La proposta di Calanna non nasce nel vuoto teorico, ma matura dopo anni di gestione della cosa pubblica. Con un passato alla guida dell’ESA (Ente Sviluppo Agricolo) e una profonda conoscenza delle dinamiche del territorio acquisita durante il suo mandato commissariale a Messina, Calanna ha potuto osservare da una posizione privilegiata quanto i “vuoti di potere” e i tatticismi politici possano paralizzare lo sviluppo di una comunità.
“Le dimissioni di un Sindaco non possono e non devono diventare un’arma di distrazione di massa o un grimaldello per giochi di schieramento,” spiega Calanna. “Serve una norma che tuteli il lavoro svolto e non disperda il mandato elettorale del Consiglio.”
I 5 Pilastri della “Riforma Calanna”
La proposta si articola in un testo normativo che mira a scindere il destino del Sindaco da quello del Consiglio Comunale:
- Indissolubilità del Consiglio: Le dimissioni del primo cittadino non comportano più lo scioglimento automatico dell’aula.
- Continuità con il Commissario: Il Presidente della Regione nomina un Commissario con poteri di capo dell’amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato.
- Tutela del Patto con gli Elettori: Il Consiglio resta in carica per garantire le funzioni legislative e di controllo.
- Sanzioni contro l’opportunismo: Introduzione di responsabilità amministrative e contabili per chi promuove scioglimenti anticipati finalizzati esclusivamente a “riequilibri politici”.
- Etica della responsabilità: Un freno ai costi delle elezioni anticipate e alla paralisi burocratica.
Secondo l’ex Commissario, il rischio è quello di un progressivo allontanamento dei cittadini dalla vita democratica. “Dobbiamo recuperare un’etica comportamentale,” conclude Calanna. “La stabilità istituzionale è il presupposto per una sana, lineare e legale gestione della vita amministrativa.”
Il messaggio al Governo Regionale e all’ARS è chiaro: Messina non sia un caso isolato, ma l’occasione per blindare una volta per tutte la democrazia locale contro ogni forma di strumentalizzazione.
Scopri di più da
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

