Caronia – Ieri pomeriggio, in un incontro pubblico nel salone del Palazzo Gangemi, si è affrontato il problema dell’erosione costiera e dell’urgenza di trovare soluzioni imminenti per proteggere dalle mareggiate i fabbricati di chi abita nelle località marine caronesi.
L’evento, organizzato dall’imprenditore Carlos Vinci e promosso dal Comitato dei Cittadini di Caronia Marina, ha voluto che amministrazione comunale, deputazione e dirigenti regionali si confrontassero con la popolazione per coordinare, ciascuno nelle proprie competenze, un’attività che in maniera definitiva metta un argine ai danni causati dalle mareggiate che da anni inghiottono sabbia, riducendo il territorio costiero ed esponendo alle intemperie le abitazioni di decine di famiglie.
In apertura è stato letto il messaggio di uno degli abitanti di Caronia Marina, Daniele Da Campo che tra l’altro scrive: “Siamo stanchi di burocrazie lente mentre le onde mangiano la nostra terra,” dichiara Da Campo, chiedendo impegni precisi e una mentalità dell’emergenza. Vivere sicuri nella propria casa non è un favore, ma un diritto fondamentale. La comunità di Marina di Caronia attende ora risposte concrete: il mare non aspetta“. Il confronto succede a quello tenutosi nella primavera del 2024 a San Gregorio di Capo d’Orlando. Anche in quella occasione si era cercato di affrontare il tema dell’erosione guardando alle opere di prevenzione da mettere in atto per evitare i danni post allagamento.
Hanno accolto l’invito del Comitato il Sindaco di Caronia Giuseppe Cuffari, l’On. Bernardette Grasso e il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente Calogero Beringheli, quest’ultimo è componente della “cabina regia” che insieme al Presidente della Regione Schifani si occupa della programmazione degli interventi per arginare il dissesto idrogeologico. E’ intervenuto in video chiamata il geologo Nicolò Rundo che conosce i problemi del litorale compreso tra Torre del Lauro e contrada di Canneto. Tra il pubblico, invece, i consiglieri comunali paladini Renato Mangano e Linda Liotta hanno seguito con attenzione quanto discusso perchè di comune interesse con il litorale orlandino.

Dal convegno è emerso che il Contratto di Costa è privo di Risorse finanziarie per gli interventi infrastrutturali perché negli anni sono state utilizzate per le periodiche emergenze quindi residuano euro 5.000.000 che saranno impiegate per la progettazione degli interventi e per la “caratterizzazione dei sedimenti”, adempimenti indispensabili e propedeutici per il “ripascimento costiero”. Inoltre sembra pronta a partire la progettazione per interventi in 14 comuni del Messinese
La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha avviato l’iter per definire i piani di caratterizzazione ambientale del litorale compreso tra Patti e Tusa. Una fase indispensabile per ultimare la progettazione esecutiva del cosiddetto “contratto di costa”. Si tratta degli interventi antierosione che riguardano quattordici comuni del Messinese. L’obiettivo è quello di difendere il versante tirrenico, con il recupero dell’ecosistema naturale e con la riqualificazione di tutta la fascia costiera. Saranno individuate le modalità di attuazione degli interventi per la salvaguardia e la protezione delle coste dei Comuni che fanno parte del contratto di costa Tirreno 1: Acquedolci, Brolo, Capo d’Orlando, Caronia, Gioiosa Marea, Motta D’Affermo, Naso, Patti, Piraino, Reitano, Sant’Agata di Militello, Santo Stefano di Camastra, Torrenova e Tusa. I lavori prevedono il ripristino delle barriere a mare lungo gli 84 chilometri di litorale e le opere infrastrutturali da realizzare. Si completa così il percorso tecnico avviato dagli Uffici diretti da Sergio Tumminello, che hanno già visto eseguire le indagini e la pianificazione delle soluzioni, che verranno esaminate nel documento progettuale.
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