Il mercato del lavoro in Sicilia prova a dare una risposta concreta a una delle emergenze sociali più silenziose degli ultimi decenni: la professionalizzazione della cura domestica. Con la pubblicazione dell’Avviso 20/2024, la Regione Siciliana mette in campo uno strumento che punta a trasformare la figura dell’assistente familiare da risorsa legata all’informalità a operatore qualificato, inserito in un quadro di competenze europee.
Il “bollino” EQF 3: un passaporto per l’Europa
Il cuore tecnico del provvedimento risiede nel rilascio della qualifica di Livello EQF 3 (European Qualifications Framework). Non si tratta di una sigla burocratica, ma di un parametro di trasparenza che permette di “leggere” le competenze dei lavoratori in tutta l’Unione Europea.
Un assistente familiare di terzo livello non è più solo chi “aiuta in casa”, ma un professionista capace di utilizzare saperi teorici e pratici per risolvere problemi complessi: dalla prevenzione dei rischi domestici alla gestione delle relazioni con pazienti fragili. In un’Isola dove l’indice di vecchiaia è in costante aumento, questa certificazione rappresenta un tassello fondamentale per la costruzione di un welfare di prossimità che sia, al tempo stesso, sicuro per le famiglie e dignitoso per chi vi opera.
Il successo di bandi come l’Avviso 20 passa inevitabilmente dalla capacità delle Agenzie per il Lavoro di trasformare la didattica in occupazione. In quest’ottica, realtà come le APL della provincia di Messina stanno agendo come veri e propri acceleratori.
“L’obiettivo non è solo erogare ore di formazione”, spiega il Presidente dell’ APL ANSPI di Rocca di Caprileone , Sac. Vicario Gaetano Carmelo, “ma garantire che ogni partecipante esca con un profilo spendibile immediatamente”. La sfida è duplice: da un lato l’emersione del lavoro nero nel settore del caregiving, dall’altro la creazione di carriere verticali per i disoccupati e i giovani del territorio.
Il “tesoretto” per i precari: il punto nelle graduatorie ATA !
Un effetto collaterale, ma non meno importante, riguarda l’impatto occupazionale nel settore pubblico. La qualifica professionale rilasciata ai sensi della Legge 845/78 (richiamata dall’Avviso) è un titolo culturale valutabile per l’aggiornamento delle graduatorie ATA.
Per i profili di Collaboratore Scolastico, possedere questo certificato significa vedersi riconosciuto 1 punto in graduatoria. In un sistema dominato dal precariato e da distacchi infinitesimali tra i candidati, quel singolo punto può fare la differenza tra una supplenza annuale e la disoccupazione. Un vantaggio competitivo che ha spinto molti operatori del settore scolastico a guardare con estremo interesse a questa finestra formativa.
L’Avviso 20/2024 si profila dunque come un test importante per le Politiche del Lavoro siciliane. La scommessa è chiara: smettere di considerare l’assistenza familiare come un “lavoretto” per renderla una professione a tutti gli effetti, protetta da contratti regolari e sostenuta da una formazione di standard continentale. La strada è tracciata, ora spetta agli enti e ai lavoratori percorrerla.
Scopri di più da
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

