Via libera della Procura: il sito torna accessibile ai visitatori dopo quasi un anno di chiusura
È stata riaperta al pubblico questa mattina la celebre pozza dei fanghi sull’isola di Vulcano, nelle Eolie, dopo il dissequestro disposto lo scorso 3 aprile dalla sezione penale della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina.
Il provvedimento arriva al termine di un iter avviato dalla società Geoterme Srl, che gestisce il sito, attraverso due istanze presentate dall’avvocato Rosario Venuto per conto del rappresentante Gustavo Conti. Determinante anche la relazione dei carabinieri della stazione di Vulcano, datata 6 marzo, che ha certificato il rispetto delle prescrizioni imposte dalle autorità.
Il sequestro dopo l’incidente del 2024
La pozza era stata posta sotto sequestro l’11 giugno dello scorso anno dai carabinieri di Lipari e Vulcano su disposizione della Procura. Il provvedimento era scattato in seguito a un grave incidente avvenuto pochi giorni prima, l’8 giugno, quando un turista lombardo aveva riportato ustioni alle gambe dopo essersi immerso nei fanghi.
L’episodio aveva sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dell’area, portando all’avvio di accertamenti e all’introduzione di specifiche misure per garantire la tutela dei visitatori.
Sicurezza e controlli per la riapertura
Con il dissequestro e la riapertura, si apre ora una nuova fase per uno dei luoghi più iconici dell’arcipelago eoliano. Il via libera è stato concesso solo dopo la verifica dell’adeguamento del sito alle prescrizioni stabilite, a garanzia di condizioni di sicurezza più elevate.
La riapertura rappresenta un segnale importante anche per il turismo locale, in vista della stagione estiva, restituendo ai visitatori un’attrazione storica dell’isola.
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