Capo d’Orlando – Non si placa la bufera politica sulla gestione tecnica del Comune di Capo d’Orlando. Al centro del contendere, ancora una volta, la Determinazione Sindacale n.17/2026, con cui l’amministrazione ha affidato la responsabilità dell’Area Lavori Pubblici ad un geometra (Categoria C), nonostante la presenza in organico di ben tre architetti (Categoria D). I consiglieri di opposizione del gruppo “CambiAmo Capo” — Renato Carlo Mangano, Sandro Gazia, Teodolinda Liotta e Giuseppe Truglio — hanno rotto gli indugi inviando una segnalazione qualificata all’ARAN, alla Corte dei Conti e all’ANAC. L’accusa è pesante: violazione dei contratti nazionali e rischio concreto di un “salasso” per le casse comunali già colpite dal Piano di Riequilibrio.
Il paradosso del “timore” – Ciò che ha fatto sobbalzare i consiglieri sono le motivazioni contenute nell’atto sindacale. Per giustificare l’esclusione dei funzionari laureati, l’Amministrazione avrebbe citato un presunto “timore per l’assoluta mancanza di esperienza in un settore ad alto rischio corruttivo”. «Siamo all’assurdo giuridico», spiegano i consiglieri. «Si scavalcano le gerarchie contrattuali e i titoli accademici basandosi su valutazioni psicologiche soggettive, ignorando che per gestire pratiche complesse serve la competenza certificata, non il “sentimento”». I numeri del rischio: la partita “Agatirno” – Ma la questione non è solo burocratica. In ballo c’è il contenzioso con la società Agatirno S.r.l., una partita che rischia di costare carissimo ai paladini. Secondo il gruppo di minoranza, l’inadeguatezza del profilo professionale scelto espone l’Ente a un duplice danno:
- 125.085,00 euro di cauzione che il Comune dovrebbe incamerare subito, ma che rischia di perdere se l’atto venisse firmato da chi non ne ha competenza legale.
- 252.000,00 euro reclamati dalla società come restituzione del doppio della caparra, in un contenzioso dove la difesa dell’Ente appare tecnicamente “fragile”.
L’appello alla revoca e la responsabilità dei Consiglieri – I firmatari dell’esposto propongono una soluzione a “costi ridotti”: accorpare le aree Urbanistica e Lavori Pubblici sotto la guida dell’Arch. Lo Cicero, figura di Categoria D già in organico.
In chiusura, il Gruppo “CambiAmo Capo” lancia un monito pesantissimo a tutta l’Assise cittadina: la nota inviata per conoscenza a tutti i consiglieri serve a togliere ogni alibi. «Chiunque resti inerte davanti a queste irregolarità», si legge nel documento, «potrà essere chiamato a rispondere personalmente davanti alla Corte dei Conti per danno erariale sussidiario». Ora la palla passa all’ARAN e alla magistratura contabile. Capo d’Orlando attende risposte, mentre l’ombra del danno erariale si fa sempre più “indelebile”.
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