Mar. Giu 9th, 2026

Agorà Sud, la sfida di Quater: il Mezzogiorno come luogo di dialogo e confronto sulle idee per costruire il futuro

In calendario per settembre 2026, “Agorà Sud” riaccende il dialogo tra i Nebrodi, Villa Piccolo e la marina di Capo d’Orlando.

La piattaforma “Agorà Sud” nasce con l’idea ambiziosa di creare uno spazio permanente di confronto tra istituzioni, università, imprese, giovani e mondo della cultura sul futuro del Mezzogiorno.

È questo lo spirito di “Agorà Sud – Il luogo del dialogo del Mezzogiorno”, progetto promosso e organizzato da Quater, realtà che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nel settore della comunicazione pubblica, della progettazione di iniziative e della valorizzazione del territorio.

Per l’azienda guidata da Maristella Ridolfo si tratta della seconda grande esperienza organizzativa di questo livello. Un passaggio importante dentro un percorso di crescita che ha portato Quater a diventare un punto di riferimento nel racconto dei territori e nella costruzione di modelli innovativi di comunicazione istituzionale, come testimoniato da eventi come la Sagra del Pistacchio Verde di Bronte — trasformata in un originale caso di marketing territoriale grazie ai numeri raggiunti online e alla grande eco mediatica.

Una scommessa organizzativa e territoriale

Nella prospettiva di comprendere e tradurre operativamente opportunità e prospettive di sviluppo — come la programmazione europea 2028-2034 — “Agorà Sud” punta a mettere al centro i temi dell’innovazione, della sostenibilità, delle infrastrutture, della formazione e della competitività territoriale.

L’obiettivo è chiaro: contribuire a trasformare il Mezzogiorno da semplice destinatario di risorse e fondi europei a protagonista strategico dello sviluppo mediterraneo.

Per farlo, occorrerà disporre di competenze diverse, capacità di coordinamento e relazioni: non solo attraverso l’organizzazione di eventi, ma soprattutto attraverso la costruzione e il continuo aggiornamento di un contenitore culturale e operativo in grado di creare connessioni reali tra pubblico e privato, tra ricerca e impresa, tra giovani e istituzioni.

Ed è proprio questa la filosofia che Quater porta avanti da anni: mettere insieme progettazione, comunicazione e contenuti dentro una visione unica e coerente.

Un programma che guarda al futuro

Il cuore di “Agorà Sud”, spiega Maristella Ridolfo, sarà il confronto. Sessioni di dialogo istituzionale, tavole rotonde, panel universitari di approfondimento e occasioni di networking tra startup, imprese e centri di ricerca saranno costruiti per favorire la nascita di idee concrete e nuove sinergie territoriali.

I temi al centro dell’iniziativa di settembre saranno quelli che oggi attraversano il dibattito europeo e nazionale: transizione ecologica e digitale, innovazione tecnologica, valorizzazione dei giovani, competitività delle imprese del Sud.

L’agenda dell’evento si arricchirà inoltre della presenza di docenti universitari, amministratori pubblici, esperti di programmazione europea, formatori e rappresentanti del mondo politico e imprenditoriale.

Un percorso che punta a tracciare un'”Agenda Agorà Sud”, un manifesto programmatico capace di raccogliere proposte, analisi e linee guida per il futuro del Mezzogiorno.

Una squadra costruita attorno al progetto

Dietro l’organizzazione dell’evento c’è un gruppo di lavoro articolato che seguirà ogni aspetto operativo e comunicativo del progetto. Lavoreranno professionisti della comunicazione, tecnici, operatori culturali ed esperti di progettazione europea, con l’obiettivo di costruire un format moderno, partecipato e fortemente radicato nel territorio.

La crescita di Quater

Negli ultimi anni Quater ha consolidato la propria identità attraverso progetti legati alla comunicazione pubblica, alla rendicontazione dei fondi comunitari e alla valorizzazione territoriale.

Un percorso costruito sul campo, tra campagne istituzionali, eventi culturali e strategie di storytelling dedicate ai territori, che oggi trova in “Agorà Sud” una naturale evoluzione.

Perché la vera sfida non è soltanto organizzare un evento, ma creare un luogo capace di produrre idee, relazioni e visioni condivise. E soprattutto restituire al Sud un ruolo centrale nel dibattito sul futuro del Paese e dell’Europa.


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