Mar. Giu 9th, 2026

Pnrr, Foti avverte: “Tempi sempre più stretti per recuperare i progetti in ritardo”

Il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, lancia da Messina un monito sul futuro del Piano nazionale di ripresa e resilienza: il tempo per salvare gli interventi in ritardo si sta rapidamente esaurendo.

Accanto al candidato sindaco del centrodestra Marcello Scurria e alla vicesindaca designata Matilde Siracusano, il ministro ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti in Sicilia e nel Mezzogiorno, tra investimenti, rendicontazioni e prospettive di sviluppo.

“La finestra per recuperare i ritardi è ormai molto ridotta, siamo nella fase finale del percorso”, ha spiegato Foti, evidenziando però come il Pnrr abbia già prodotto effetti concreti sull’economia meridionale. Secondo il ministro, negli ultimi tre anni le regioni del Sud hanno registrato una crescita del Pil superiore rispetto al Centro-Nord, segnale che gli investimenti messi in campo stanno generando risultati tangibili anche in Sicilia.

Foti ha inoltre rivendicato il rispetto dell’obiettivo fissato dal Governo sulla distribuzione delle risorse: il 40% dei fondi complessivi del Piano è stato destinato alle regioni meridionali. Un traguardo che, ha sottolineato, “è stato pienamente raggiunto”.

Non mancano però le criticità legate alla gestione amministrativa e alla rendicontazione dei progetti. “Non tutti gli enti procedono con gli stessi tempi nel caricamento delle spese – ha osservato il ministro – e questo rende più difficile avere un quadro immediato e definitivo dello stato reale degli interventi”. Per una fotografia completa della situazione, Foti ha indicato il 31 agosto come data chiave.

Nel confronto con amministratori, coalizione e liste civiche, il ministro ha affrontato anche il tema del futuro di Messina, indicando nell’università, nella ricerca e nell’innovazione le leve strategiche per trattenere i giovani e creare nuova occupazione. “Messina deve rafforzare il proprio ruolo di città universitaria e costruire un ecosistema capace di attrarre imprese e generare lavoro qualificato”, ha dichiarato.

Sul rischio di perdere parte dei finanziamenti europei, Foti ha invitato alla prudenza, ricordando che le risorse del Pnrr rappresentano in larga parte debito pubblico. “Non ci sarà un nuovo Pnrr – ha detto – anche se confidiamo nella possibilità di recuperare almeno una parte degli interventi che non riusciranno a rispettare le scadenze”.

Infine, il ministro ha posto l’attenzione sul fenomeno dello spopolamento che continua a colpire il Sud e la Sicilia, chiedendo alle amministrazioni una programmazione di lungo periodo. “Non bisogna ragionare sul domani, ma sui prossimi dieci anni. Il diritto a restare nei propri territori deve trasformarsi in una possibilità concreta, attraverso lavoro, servizi e prospettive per le nuove generazioni”.


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