Palermo – Farà tappa al Palazzo Abatellis l’Ecce Homo, la pregiatissima tela di Antonello da Messina acquistata per la somma di circa 15 milioni di dollari dal Ministero della Cultura, per rimanere poi in riva allo Stretto, nei musei di Messina e Reggio Calabria. Riferendosi a questo evento storico, il ministro Alessandro Giuli ha parlato di “ponte culturale”. Come dargli torto. E torna alla mente la celebre frase di Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”!
Ma nella scelta politica di trasferire l’opera pittorica dal Museo Nazionale d’Abruzzo al MUMe, dietro proposta dell’on. Giorgio Mulè, vice presidente della Camera a forzista, c’è tanta voglia di spingere il partito di Berlusconi verso una rinascita e per farlo imprime un’accelerata proveniente proprio dalla Sicilia, terra di alchimie partitiche e “miniera” di voti. L’operazione, Giorgio Mulè l’ha chiamata: “risanamento etico” e “rinascimento politico”. Al suo fianco nell’impresa Nino Minardo, nuovo commissario di Forza Italia, intervenuto sull’argomento, ha detto che la politica deve tornare a essere “sobrietà, responsabilità e servizio”. Entrambi, Mulè e Minardo, sembra che vogliano convincere i sostenitori siciliani di Forza Italia a cambiare passo nel ripresentarsi ai prossimi appuntamenti elettorali. E questo appello cozzerebbe con chi invece, all’interno del partito del Governatore Schifani, vedrebbe nel garantismo l’unica arma per resistere e lasciare tutto com’è.
Quindi da una parte c’è chi spinge alla ricandidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione Siciliana, dall’altra c’è chi vuole indicare un’alternativa. Giorgio Mulè, dai più ritenuto un possibile candidato al governo della Regione, ha avuto la lungimiranza di ricordare ai suoi che la politica si fa anche promuovendo idee, ponti e progetti. Almeno i discendenti del Cavaliere, l’hanno compreso?
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