Capo d’Orlando – Dopo le tappe di Brindisi e Villa San Giovanni il team di Goletta Verde è approdato al Marina, primo dei due appuntamenti siciliani, il prossimo sarà a Catania. Verso le 11,30 circa, l’imbarcazione di Legambiente ha attraccato alla banchina del porto paladino. Ad accogliere l’equipaggio, oltre l’equipe del Marina e la direttrice Di Raimondo, il presidente di Legambiente Nebrodi Salvatore Gurgone, i militari della Guardia costiera, l’avv. Giuseppe Mormino, il sindaco Franco Ingrillì ed il capo gruppo di Cambiamo Capo Renato Carlo Mangano insieme alla consigliera comunale Linda Liotta.

La comitiva di ambientalisti ed autorità civili e militari si sono dati appuntamento a stasera, alle ore 21, al Sestante Marina Hotel per partecipare al un convegno su “Coste Siciliane alla deriva”, l’assalto ai beni comuni, l’economia dei disastri e la speranza della resilienza. Di seguito la dichiarazione di Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia: “Le spiagge siciliane hanno bisogno di un modello che guardi al futuro e non di interventi emergenziali che non risolvono le cause dell’erosione. Abbiamo formulato 5 proposte che serviranno ad intervenire sulle cause dell’erosione costiera e non sulle conseguenze. 1. La fascia dei 150 metri dalla battigia deve essere tutelata in modo effettivo e uniforme, senza eccezioni che ne indeboliscano l’applicazione. 2. È necessario avviare una politica di arretramento progressivo delle infrastrutture esposte. 3. Devono essere privilegiate soluzioni reversibili e adattabili, evitando infrastrutture rigide che alterano i processi naturali. 4. Le infrastrutture a ridosso della battigia devono essere ripensate, privilegiando sistemi arretrati e integrati con le direttrici principali dell’entroterra. 5. Ed infine è fondamentale ripristinare, dove possibile, il trasporto naturale dei sedimenti compromesso dalle sistemazioni idrauliche e dalle infrastrutture. Solo attraverso un modello che sia pensato per il lungo termine abbiamo speranza di contenere e magari migliorare la situazione degradata delle coste dell’isola”.
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