Messina – “Serve una Sicilia libera e forte! Ho letto con attenzione l’appello lanciato da Raffaele Lombardo sulla necessità di promuovere un confronto tra le aree centriste, autonomiste, civiche e meridionaliste. Come ho sempre detto, noi di Sud chiama Nord non ci sottraiamo al confronto, se costruttivo e propedeutico a creare un’alternativa seria al fallimentare governo Schifani. In attesa che le segreterie romane e palermitane decidano cosa fare “da grandi”, Sud chiama Nord ha già dato il via al percorso del “Governo di Liberazione”, sancendo i pilastri di quello che dovrà essere un programma di governo autonomista (una Sicilia libera dalla schiavitù romana), civico (una Sicilia al di sopra dei partiti) e progressista (una Sicilia che rompa con la conservazione stagnante e abbia finalmente le carte in regola per essere protagonista).
Dunque accogliamo con soddisfazione l’iniziativa lanciata da Raffaele Lombardo, ma ribadiamo che qualsiasi percorso condiviso dovrà portare a un netto rinnovamento della classe dirigente siciliana. Per noi il confronto può avvenire solo con forze politiche che abbiano davvero le ‘mani libere’ e piena autonomia dai diktat dei salotti romani: è l’unico modo per dare credibilità a un blocco libero e autorevole, in grado di avviare trattative a 360 gradi. Da leader di un movimento post-ideologico che ha già dimostrato alle ultime amministrative di saper dialogare con tutti – facendo accordi basati sui programmi e ottenendo risultati sia col centrodestra, sia col centrosinistra, sia correndo in solitaria – non posso partecipare a un’iniziativa confinata a una sola area politica. Serve la capacità e la libertà di dialogare a 360 gradi per costruire un polo autonomista, civico e progressista pronto, già domani, a staccare la spina al governo Schifani. Infine, lasciatemi ricordare che Sud chiama Nord, partito che ha già eletto due parlamentari nazionali e che viene attestato dai sondaggi all’1,5% su scala nazionale con i soli voti della Sicilia, è pronto a fare da “service politico” e ad accogliere nuove realtà. L’obiettivo è alimentare una strategia nazionale a trazione meridionalista e autonomista, sempre più determinante a Roma per difendere le istanze dei siciliani e del meridione!
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