L’Orlandina basket batte Tortona 104-84 e riaggancia Roma

Capo d’Orlando – Ottava vittoria consecutiva degli uomini di coach Sodini che battono nettamente Tortona e agganciano nuovamente Roma, battuta da Treviglio, in vetta alla classifica a quota 36.

A due giornate dal termine dunque tutto aperto, con i giallorossi che hanno il vantaggio negli scontri diretti e dovranno giocare contro Scafati e in trasferta a Legnano, mentre per i biancoazzurri ci sarà la trasferta di Latina e la gara casalinga contro Trapani nell’ultimo turno. Una gara sempre in controllo per gli uomini di coach Sodini, che cominciano la gara con un incredibile parziale di 21-0 in 5’, demolendo qualsiasi velleità degli avversari già dal primo quarto. Il resto della gara è un crescendo per i paladini che mantengono il vantaggio iniziale grazie soprattutto alle giocate del duo Triche-Parks. Top scorer proprio Triche con 35 punti a cui aggiunge anche 11 rimbalzi e 6 assist, mentre Jordan Parks firma l’ennesima doppia-doppia della stagione con 25 punti e 11 rimbalzi. 9 punti per Mei con 3/5 da tre punti, 6 per Bellan e Laganà. L’avvio della gara è tutto all’insegna dei biancoazzurri, che con un perfetto approccio volano con Bruttini, i giochi da tre punti di Parks, le bombe di Triche e i contropiedi conclusi da Lucarelli e Bellan: dopo cinque minuti di gioco la Benfapp è avanti per 21-0. A metà del primo quarto arrivano, dalle mani di Lydeka, i primi punti ospiti. Triche risponde con la tripla, Alibegovic, Gergati e Ndoja provano a ricucire un po’ lo svantaggio, ma l’ingresso in campo di Mei e Laganà è provvidenziale: tre bombe in due, per il 38-17 che chiude il primo parziale. Parks mette a segno i primi punti del secondo quarto per il +23 (40-17). Ndoja, Alibegovic e Garri provano a tenere in vita Tortona, e accorciano il vantaggio fino al 45-28. Ma i paladini sono sempre lì e con solidità respingono ogni tentativo di rimonta avversario, tornando sul +20. Coach Sodini ruota 10 giocatori, Bertone prova ancora a tenere in vita i suoi, ma il 3/3 di Triche dalla lunetta manda le squadre negli spogliatoi sul 60-38. Il terzo quarto si apre con un tiro libero messo a segno da Triche in seguito ad un fallo tecnico fischiato alla panchina ospite durante l’intervallo lungo. Bruttini, Bellan e Lucarelli tengono a distanza i paladini sul 68-42. Bertone, Alibegovic e compagni ci provano in ogni modo a ricucire lo svantaggio, ma riescono a portarsi solo sul -23 (73-50). Le triple di Mei, Triche e Parks, più i due punti di Neri a fine terzo quarto, chiudono il parziale sul 88-57. I primi punti dell’ultimo quarto sono di Garri, con Alibegovic che prova a caricarsi sulle spalle i suoi, ma ci sono Triche e Laganà a tenerli a distanza e Neri scrive 100 sul tabellone con la tripla dall’angolo. Coach Sodini concede spazio ai più giovani nel garbage-time, chiudendo la gara con in campo Galipò, Ravì, Murabito, Neri e Mobio. A segno anche Murabito, e nei minuti finali Tortona prova a salvare la faccia, ricucendo 10 lunghezze con Bertone e Alibegovic e chiudendo la gara sul -20 (104-84).

Le parole di coach Marco Sodini nel post gara: «Faccio i complimenti alla mia squadra per come ha approcciato alla partita. I primi quattro punti di Tortona sono due tiri aperti. La partita è durata tre minuti e mezzo, non c’è nient’altro da dire. Continuiamo a inseguire Roma, vediamo se si mettono paura. Adesso andiamo a Latina, sarà dura anche perché hanno preso una bella batosta in trasferta. Sappiamo di averci perso in casa con loro, e devo responsabilizzare la mia squadra perché le ultime due partite non saranno come questa. È chiaro che una vittoria come questa serve, ma quello di stasera non basta. Costruire una mentalità vincente significa abituarsi a vincere le partite. Noi abbiamo preso atleti potenzialmente di Serie A e giocatori giovani con grandi margini di miglioramento, che abbiamo visto che sono migliorati. È chiaro che sul nostro progetto, che è biennale, siamo in largo anticipo. Ci sono cose che vanno oltre il talento individuale, la tecnica, le caratteristiche specifiche di ogni ragazzo, e cioè che quello che gli sta attorno, tifosi, staff, Capo d’Orlando e tutto il resto riescono a metterli nelle condizioni di non essere dieci dita di una mano, ma due pugni.»

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