Mauritius, la petroliera si spezza in due. È disastro ambientale

Corsa contro il tempo per fermare la marea nera

Quello delle Mauritius, è uno dei disastri più gravi di sempre, anche se secondo quanto riportato dalla BBC, la tragedia della petroliera nel Golfo del Messico del 2010, fu in proporzione maggiore.

La situazione nel paradiso turistico e naturale dell’isola è in continuo peggioramento. L’equipaggio della nave MV Wakashio è stato subito fatto evacuare dopo l’arenamento, ma a bordo restano 200 tonnellate di diesel e 3.800 di carburante proprio. L’incidente è avvenuto a Pointe d’Esny, inserito fra le zone umide di importanza internazionale tutelate dalla Convenzione di Ramsar e nei pressi del parco marino di Blue Bay. Il governo ha fatto sapere che nei giorni scorsi gli sforzi per stabilizzare la petroliera sono falliti a causa del mare grosso, così come quelli per aspirare petrolio. Gli ambientalisti ora temono che la nave possa spezzarsi, accrescendo le fuoriuscite e innescando una catastrofe per la costa dell’isola. Quest’ultima è magnete turistico grazie, tra l’altro, alle sue barriere coralline e resort di alto livello.

“Siamo in una situazione di crisi ambientale”, ha ammesso il ministro dell’Ambiente, Kavy Ramano. “È la prima volta che affrontiamo una catastrofe di questo tipo e siamo equipaggiati in maniera insufficiente per gestire il problema”, ha avvertito il collega alla Pesca, Sudheer Maudhoo, appellandosi alla comunità internazionale. La Francia ha inviato aiuti e materiale da Le Reunion verso l’isola di Mauritius. Questo per sostenere le autorità localli nel far fronte all’emergenza ambientale. Lo ha comunicato il presidente, Emmanuel Macron, via Twitter.

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