Gazia e Liotta. Interrogazione urgente su acquisizione al patrimonio indisponibile comunale

I sottoscritti Consiglieri comunali, Sandro Gazia e Linda Liotta, premesso che:

  • con ordinanza n. 54 (rep. n. 1639) del 13/6/2005 dell’Ufficio Contratti/Appalti veniva pronunciata l’espropriazione e l’acquisizione definitiva al patrimonio indisponibile del Comune di Capo d’Orlando, per pubblica utilità, per l’installazione di impianti di telecomunicazione (ex art. 4 L. n. 223/1990), del terreno distinto al foglio di mappa 3, part.808 (ex 306 b), part. 809 (ex 677 b), per mq. 2.000, localizzato in località Castellaccio/Semaforo;
  • per tale espropriazione venivano liquidate le due Ditte proprietarie con gli importi di € 36.182,60 ed € 8.029,20, per un totale di spesa di € 44.211,80;
  • la nota di trascrizione presso l’Agenzia del Territorio avveniva in data 22/06/2005, registro generale n. 23034 – registro particolare n. 12941;
  • tale terreno veniva assegnato, in diritto di superficie, alla Ditte richiedenti, titolari delle concessioni ministeriali per l’installazione e l’esercizio di impianti di radio diffusione
    sonora e televisiva privata di cui all’art. 16 L. n. 223/1990;
  • negli atti propedeutici all’esproprio si legge testualmente: <<il costo dell’esproprio verrà recuperato con il rilascio delle singole concessioni, le quali restano subordinate al preventivo pagamento dei titolari delle stesse di un canone
    di concessione, determinato ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. n. 255/1992 (regolamento di attuazione della Legge n.223/1990)>>;
    considerato che:
  • in tale area insistono oltre ad impianti di radio diffusione sonora e televisiva anche Stazioni Radio Base per telefonia mobile;
  • delle 10 ditte affittuarie dell’area espropriata, risultanti alla data del 31.10.2003, 7 (sette) hanno versato, cadauna, a titolo di “canone di concessione per l’assegnazione in
    diritto di superficie” la somma di € 5.961,54. Il canone complessivo di concessione si sarebbe dovuto determinare, nel suo valore definitivo, sulla base del costo sostenuto dall’acquisizione dell’area e della durata della concessione. L’iter a tutt’oggi non è stato completato.
  • dalla data di espropriazione ad oggi, sono trascorsi oltre quindici anni, in atto risulta sottoscritto – dalle ditte che detengono a qualsiasi titolo strutture CEM nel sito in
    oggetto – un solo contratto di locazione in data 13/04/2006, rinegoziato in data 19/10/2016 per un importo pari a € 4.952,00 annui;
  • il sito in oggetto è “tristemente noto” per l’eccessiva ed ingiustificata presenza di“antenne” e per il continuo sforamento dei limiti di emissioni di campi elettromagnetici, già certificato dall’ARPA;
  • considerando i canoni annuali medi di affitto di terreni privati ove sono allocate altre antenne nel territorio comunale, è facile calcolare che il mancato (ingiustificato) introito per le casse comunali si aggira su cifre a sei zeri;
  • tale stato di cose determina danno erariale;
    quanto sopra premesso e considerato interrogano la S.S. per conoscere e/o sapere:
  1. quante e quali sono le Ditte che, dal 2005 ad oggi, hanno usufruito gratuitamente del terreno comunale in questione, il cui esproprio è stato pagato dai cittadini orlandini;
  2. quali sono i motivi che hanno impedito per quindici anni di attivare/perfezionare i contratti per il canone di concessione/locazione;
  3. se su alcuni tralicci coesistono antenne in “cositing” di più operatori;
  4. quando la S.S. vorrà attivarsi per sottoscrivere i contratti per il canone di concessione/locazione in questione, procedendo contestualmente al recupero del mancato introito quantomeno dell’ultimo quinquennio;
  5. se non ritiene che questa possa essere l’occasione per richiedere la delocalizzazione delle numerose antenne che insistono in quel sito, di proprietà comunale, occupato senza titolo alcuno dalle Ditte proprietarie dei tralicci.
    Si chiede risposta scritta entro i tempi previsti dallo Statuto e dal Regolamento e l’inserimento all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale. Con riserva di trasmettere gli atti alla Procura regionale presso la Corte dei Conti in caso di mancato tempestivo adempimento.
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