Incidente funivia Stresa-Mottarone: cosa dicono le prime indagini sulle cause e cosa è successo alle funi traente e portante

Perché la fune traente si è spezzata e i cavi d’emergenza non hanno funzionato

Il punto che l’inchiesta dovrà spiegare è perché la fune traente si è spezzata e i cavi d’emergenza non hanno funzionato. 

Gli uffici competenti del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile hanno riferito che “la revisione generale dell’impianto è avvenuta nell’agosto del 2016″. I controlli si sono poi susseguiti a luglio del 2017 e successivamente, tra novembre e dicembre 2020, sono stati effettuati controlli specifici sulle funi. In particolare, a novembre del 2020 sono stati effettuati controlli magnetoscopici sulle funi portanti, sulle funi traenti e sulla fune soccorso”. Infine, a dicembre 2020 è stato effettuato da una società specializzata “l’esame visivo delle funi tenditrici”.

Il Ministero ha istituito una Commissione con il compito di “individuare le cause tecniche e organizzative” dell’incidente. La Commissione svolgerà  approfondimenti specifici, che si aggiungono agli accertamenti della Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime, organismo investigativo indipendente previsto dalla normativa europea.

Il 12 luglio del 2001 la funivia Stresa-Mottarone finì all’attenzione delle cronache per un incidente che per alcune ore tenne col fiato sospeso 40 turisti stranieri, rimasti bloccati dalle 11 della mattina nella cabina a 25 metri di altezza per un accavallamento della fune trainante e di quella portante, forse causato dal forte vento o da un improvviso black out di energia elettrica. Non mancarono i momenti di suspense nelle fasi di recupero dei passeggeri (inglesi, francesi e olandesi), fatti scendere con l’aiuto di due soccorritori equipaggiati con un verricello. 

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