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Parco dei Nebrodi: presentazione II^ Edizione del Premio Internazionale di Ingegneria Naturalistica “Giuliano Sauli”


S.Agata Militello, 27 settembre 2021 – Si è svolta nella splendida cornice dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo, la presentazione della seconda edizione del premio internazionale di ingegneria naturalistica “Giuliano Sauli”, organizzato dal Parco dei Nebrodi, insieme ad AIPIN (Associazione italiana per l’ingegneria naturalistica) e Orto Botanico, in memoria di uno dei maggiori esponenti dell’ingegneria naturalistica a livello internazionale, prematuramente scomparso.
Anche quest’anno sarà un’apposita commissione ad individuare i profili dei premiati, tra le personalità di maggior spicco nel campo dell’ingegneria naturalistica. La scorsa edizione, lo ricordiamo, ha visto premiati tre dei più illustri esponenti mondiali come Paola Sangalli, biologa e paesaggista italiana, Florin Florineth, naturalista sudtirolese, professore dell’Università di Vienna BOKU e Bernard Lachat, biologo ed ecologo svizzero massimo esperto europeo nella rinaturalizzazione dei corsi d’acqua.
Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Paolo Inglese, direttore del sistema museale dell’Università di Palermo, Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico, Federico Preti, presidente nazionale Aipin, in collegamento online, mentre era presente in vice presidente nazionale Gianluigi Pirrera. Interventi conclusivi, quindi, del presidente del Parco dei Nebrodi Domenico Barbuzza e del presidente di Federparchi nazionale, Giampiero Sammuri.
“Consideriamo l’Orto Botanico il luogo ideale per questo premio, perché era casa di Giuliano Sauli quando veniva qui, e insieme a lui cercavamo soluzioni per diffondere l’ingegneria naturalistica in Sicilia e modificarla rispetto ai canoni tradizionali già noti per l’Italia settentrionale e il centro Europa”, ha detto il direttore dell’Orto Botanico di Palermo, Professor Rosario Schicchi.
“Ci sono competenze di carattere naturalistico che diventano ingegneristiche e viceversa. Un patrimonio culturale multidisciplinare inestimabile che non appartiene a nessuno ma che è di tutti”, ha sottolineato Paolo Inglese, direttore del sistema mussale dell’Università di Palermo.
“La materia si va sempre più evolvendo in senso naturalistico e sarà attivato un corso apposito sull’Ingegneria Naturalistica 2.0 all’Università di Firenze. Questo premio mette in collegamento il passato e le radici della materia con il futuro, un futuro che nel nostro territorio diventa più difficile anche per questioni legate al climate change”, ha detto Gianluigi Pirrera, vice presidente nazionale AIPIN.
“Grazie agli organizzatori per questo premio che ricorda in modo significativo la figura di Giuliano Sauli nel secondo anniversario della scomparsa. L’Associazione Italiana Per l’Ingegneria Naturalistica anche nell’ultimo anno, nonostante le problematiche legate al Covid, è riuscita a svolgere una serie di iniziative per dare continuità al proprio lavoro. Ci siamo adeguati alle esigenze svolgendo dei webinair di primissimo livello e corsi aggiornamento professionale con l’Università di Firenze, che è divenuta socio Aipin, dove abbiamo traferito il patrimonio della documentazione libraria di Giuliano Sauli”, ha detto il professor Federico Preti, presidente AIPIN collegato on line.
“Questo premio ha un valore molto grande non solo per il ricordo della figura di Giuliano Sauli e per il suo operato ma anche perché speriamo possa servire da stimolo per tanti giovani a dedicarsi a questa attività. In questo ambito il Parco dei Nebrodi è certamente leader tra le aree protette, ma posso dire che sempre più parchi su tutto il territorio italiano si stanno dedicando a questo settore”, ha detto Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi.
“La seconda edizione del premio “Sauli” è un’ulteriore occasione per ribadire il binomio tra Parco ed Aipin che dura ormai da 25 anni.
Crediamo fortemente nella metodologia di ingegneria naturalistica per la difesa del nostro territorio e i lavori in corso alla Dorsale dei Nebrodi rappresentano uno dei più significativi esempi di come le tecniche di ingegneria naturalistiche si sposano con l’esigenza di migliorare la fruibilità dell’area protetta”, ha detto il presidente del Parco dei Nebrodi Domenico Barbuzza.

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