Nel primo semestre del 2026 la durata dei procedimenti civili davanti al Tribunale di Messina è diminuita del 49,5% rispetto al 2019. A Barcellona Pozzo di Gotto si scende a 360 giorni, a Patti a 322: quest’ultimo è tra gli uffici giudiziari italiani che hanno ridotto maggiormente i tempi. La media nazionale è di 291 giorni.
A Messina per chiudere una causa civile servono mediamente 489 giorni, poco meno di un anno e mezzo. Un tempo ancora superiore alla media nazionale, ma in netto miglioramento rispetto al passato: dal 2019 a oggi la durata dei procedimenti è infatti diminuita del 49,5%.
È quanto emerge dai dati del primo semestre 2026 elaborati dall’Istat sulla base delle informazioni del Ministero della Giustizia. Il confronto con sette anni fa restituisce una fotografia in evoluzione della giustizia civile, con una riduzione dei tempi che a Messina è stata persino leggermente superiore a quella registrata complessivamente in Italia.
Nei Tribunali italiani, infatti, la durata media dei procedimenti civili è passata dai 556 giorni del 2019 ai 291 del 2026, con una riduzione del 47,6%. Messina ha quindi registrato un calo percentualmente maggiore, anche se il tempo necessario per arrivare alla definizione di una causa resta 198 giorni sopra la media nazionale.
La situazione negli altri Tribunali della provincia
Il quadro migliora sensibilmente spostandosi negli altri uffici giudiziari della provincia.
A Barcellona Pozzo di Gotto una causa civile dura mediamente 360 giorni, con una riduzione del 62,5% rispetto al 2019.
Ancora più significativa la performance di Patti, dove i procedimenti vengono definiti in media in 322 giorni. In questo caso il calo rispetto al 2019 raggiunge il 74,6%, uno dei risultati migliori registrati a livello nazionale.
Patti è superata, nella graduatoria delle maggiori riduzioni, soltanto da Locri, in Calabria, che ha registrato una contrazione del 76,8%. Un risultato che colloca dunque il Tribunale pattese ai vertici italiani per capacità di ridurre i tempi della giustizia civile.
Messina tra i Tribunali siciliani con i tempi più lunghi
Il confronto con gli altri Tribunali siciliani evidenzia però come il capoluogo messinese abbia ancora margini di miglioramento.
Con 489 giorni, Messina presenta infatti uno dei tempi medi più elevati dell’Isola. Il dato peggiore è quello di Caltagirone, con 684 giorni, mentre Catania si ferma a 452.
Più rapidi gli altri uffici: Siracusa registra 385 giorni, Ragusa 314, Enna 284, Palermo 247, Agrigento 241, Gela 236, Caltanissetta 213 e Trapani 206. Il valore più basso è quello di Marsala, con appena 153 giorni.
Se si considera invece la variazione rispetto al 2019, la graduatoria cambia sensibilmente. Termini Imerese ha ridotto i tempi del 70,4%, Enna del 66,2%, Gela del 59,7%, Ragusa del 59% e Caltanissetta del 58,8%. Palermo ha registrato un -48,8%, mentre Catania si è fermata a -27,2%.
Messina, con il suo -49,5%, si colloca quindi sostanzialmente in linea con la tendenza nazionale. Molto più marcata, invece, la riduzione registrata a Barcellona Pozzo di Gotto e soprattutto a Patti.
In Italia tempi quasi dimezzati
Il miglioramento degli uffici messinesi si inserisce in una tendenza più ampia che ha interessato la giustizia civile italiana.
Considerando tutti i gradi di giudizio, la durata complessiva dei procedimenti è scesa a 1.251 giorni, con una riduzione del 50,2% rispetto al 2019.
Nei Tribunali il calo è stato del 47,6%, nelle Corti d’Appello del 46,2% e in Cassazione del 53,3%.
Parallelamente è diminuito anche il numero dei procedimenti pendenti: dai quasi 1,9 milioni del 2019 si è passati a circa 1,26 milioni al 30 giugno 2026.
Un andamento che si inserisce anche nel percorso previsto dal Pnrr, che fissava l’obiettivo di ridurre del 40% la durata dei procedimenti rispetto alla situazione del 2019. Un traguardo che, secondo i dati disponibili, è stato quindi superato.
Riforme e organizzazione degli uffici
Alla base del miglioramento ci sono diversi fattori, sia organizzativi sia normativi. Tra gli elementi che hanno contribuito alla riduzione dei tempi vengono indicati il consolidamento dell’Ufficio per il processo, le nuove modalità organizzative adottate dagli uffici giudiziari e gli effetti della riforma del processo civile.
Un ruolo è stato inoltre svolto dalla riforma Cartabia, dalle modifiche introdotte nelle diverse fasi del procedimento civile e dalla progressiva stabilizzazione del processo telematico.
L’insieme di questi interventi ha favorito la riduzione dell’arretrato e una maggiore capacità degli uffici di definire le cause. I risultati, tuttavia, restano molto diversi da un Tribunale all’altro.
Il confronto con il resto d’Italia
La graduatoria nazionale mostra infatti differenze molto ampie.
Tra gli uffici con i tempi più lunghi figura Salerno-Vallo della Lucania, con 903 giorni, seguito da Cagliari-Tempio Pausania con 773 e da Caltagirone con 684. Roma-Rieti arriva a 609 giorni, mentre Torino-Novara si attesta a 566.
All’estremo opposto, Locri registra 136 giorni e Napoli 178.
Non tutti i Tribunali, inoltre, hanno beneficiato di una riduzione dei tempi rispetto al 2019. In alcuni casi si è verificato addirittura un aumento: Torino-Novara segna +48%, Milano-Como +36,4%, Trieste-Pordenone +26,7% e Roma-Rieti +24,8%.
Messina migliora, ma resta sopra la media
Il quadro che emerge è dunque quello di una giustizia civile messinese che ha compiuto un passo avanti significativo. 489 giorni per definire una causa sono ancora molti rispetto ai 291 della media italiana, ma la riduzione del 49,5% rispetto al 2019 rappresenta un miglioramento importante.
Ancora più positivi i dati degli altri due Tribunali della provincia: Barcellona Pozzo di Gotto ha ridotto i tempi del 62,5%, mentre Patti, con un -74,6%, si colloca tra gli uffici giudiziari italiani che hanno ottenuto i risultati migliori.
La fotografia del primo semestre 2026 mostra quindi una giustizia civile più veloce rispetto a sette anni fa, ma ancora caratterizzata da forti differenze territoriali. E proprio il confronto tra Messina, Barcellona e Patti dimostra quanto possano essere differenti i tempi di definizione delle cause anche all’interno della stessa provincia.
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