Reinventiamo il turismo in Sicilia, si prevede una convivenza… con il virus.

Palermo – E’ di qualche giorno fa l’intervista rilasciata dall’assessore regionale al turismo Manlio Messina. Tra le varie assicurazioni fatte al ‘popolo’ dei siciliani che vive di ed attorno al settore turistico, l’assessore ha affermato che la Regione siciliana “interverrà con iniziative per tutta la filiera del turismo: alberghi ma anche agenzie di viaggi, tour operator e guide turistiche”. Solo per curiosita’ e rapida analisi del potenziale turistico della nostra Regione, ricordiamo che la Sicilia e’ l’isola più grande del Mediterraneo: 1.152 km di costa (922,9 km di costa balneabile) a cui si devono aggiungere 500 km delle isole minori. Il turismo nell’Isola rappresenta il più significativo motore economico, contribuendo incisivamente nella composizione del Pil regionale.

Dalla crisi economica che sta vivendo il mondo, ed anche la Sicilia quindi, il fatturato delle aziende ed il reddito di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie subirà ripercussioni allarmanti. Gli addetti ai lavori ritengono che i probabili flussi turistici per i rimanenti mesi del 2020 – post-pandemia – potrebbero privilegiare la Sicilia meno nota ed affollata, attività open air, il cosiddetto turismo lento di coppia o legata al piccolo nucleo familiare. Le localita’ marine e collinari della provincia di Messina sono ricchi di luoghi che possiedono i requisiti per proporre una tipologia di turismo adattabile alla nuova realta’ post-epidemia. Dalla fase 2, cioe’ dal mese di maggio circa, le Istituzioni nazionali e mondiali proporranno una modalita’ di vita basata sulla prevenzione e controllo del contagio Covid-19, quindi dovremo abituarci ad un andamento di convivenza con il virus. Sintonizziamo i nostri cervelli su questa ‘banda’ e costruiamo nuove alternative di turismo da offrire a chi non vorra’ privarsi di una vacanza in Sicilia.

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