Revisione scaduta: multe sospese, lo slittamento al 31 ottobre è per tutti

Con il blocco delle attività e le limitazioni alla circolazione, sono state sospese e rimandate alcune importanti scadenze che interessano gli automobilisti: revisione, scadenza della patente e multe. Eppure, vengono segnalati casi di sanzioni elevate in questo periodo: facciamo chiarezza

L’articolo 97 comma 4 del decreto Cura Italia introduce lo slittamento al 31 ottobre per la scadenza delle auto da revisionare entro il 31 luglio. Questo significa che tutte le auto con scadenza dell’ispezione periodica compresa tra il mese di marzo e quello di luglio possono circolare fino alla fine di ottobre senza il rischio di incorrere nelle pesanti sanzioni previste. Naturalmente entro quella data andrà effettuata la revisione e solo in caso di esito positivo il veicolo potrà continuare a circolare.

Nonostante questo, però, diversi automobilisti hanno lamentato il fatto di essere stati multati dopo essere stati fermati con la revisione scaduta in uno dei tanti posti di blocco messi in atto per verificare il rispetto dei divieti alla circolazione scattati per l’emergenza Covid 19. Diego Brambilla, vicepresidente Aicc (Associazione ispettori centri di controllo), in un post sul suo blog porta come esempio il caso di un automobilista multato perché circolava con la revisione scaduta il 17 dicembre 2019, da effettuare entro il 31 dicembre dello scorso anno. Di conseguenza, verbale di 173 euro e mezzo sospeso dalla circolazione. Il tutto annotato sul libretto. L’automobilista ha tre scelte: pagare – e se lo fa entro cinque giorni dalla notifica ha uno sconto del 30% -, ricorrere al Giudice pace – pagando una tassa di 43 euro – oppure ricorrere al prefetto, soluzione che non prevede costi – è sufficiente una raccomandata A/R o una Pec – ma che in caso di rigetto comporta il raddoppio della sanzione.

UNA LETTURA RESTRITTIVA DEL DECRETO

Il C.d.S. prescrive l’obbligo di superare l’ispezione periodica per i veicoli che circolano su strada, ma non esclude che un veicolo rimanga fermo per mesi – se non anni – in area privata, purché venga sottoposto ad ispezione nel momento in cui riprende la strada questa una possibile interpretazione restrittiva che alcune prefetture hanno dato al decreto multando chi ha la scadenza pre covid.

In sostanza, ritengono che ad essere interessate dallo slittamento del termine della revisione siano solo i veicoli con scadenza compresa tra marzo e luglio 2020, escludendo quelli con data antecedente.

La circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prot. U.0001735 del 23 marzo 2020 – però – indica che la proroga introdotta dal Cura Italia sia di natura generale, senza eccezioni, della quale possono beneficiare tutti i veicoli soggetti a revisione ai sensi dell’art.80 del C.d.S. inclusi quelli già sottoposti al controllo ministeriale con esito “ripetere”. Dunque, riguarda anche i veicoli con revisione scaduta in data precedente a marzo 2020.

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