Turni di 20 ore e zero riposi: Ecco chi sono i ‘fannulloni’ |Intervista

La Fipe: mancano 150 mila tra cuochi, barman e camerieri. La replica dell’istituto alberghiero: chiedono ragazzi formati per solo 300 euro al mese

Camerieri, cuochi&C. Si continua a parlare dei lavoratori introvabili perché troppo sussidiati. Ma centinaia di episodi di ordinario sfruttamento raccontano tutt’altro.

Molti, “forse troppi”, i sogni che spingono un adolescente a studiare e contemporaneamente lavorare, per poter chissà un giorno, avere il posto di lavoro tanto sognato, nel frattempo però passano gli anni e si è costretti a cambiare i piani perché in fondo

La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani. Afferma Marco, 24 anni, cameriere stagionale ( di Capo d’Orlando(Me) ), iscritto alla facoltà di Scienze della Comunicazione.

Non so sè continuerò gli studi, troppe le incertezze e il bisogno di “arrivare a fine mese”. Lo avevo immaginato in discesa il mio futuro una volta diplomato, eppure adesso non riesco a vedere l’orizzonte, continua lo stesso.

I turni di lavoro sono massacranti, lo sono spesso in questo settore, poi se penso che l’estate è alle porte, ho già il magone. La scorsa estate lavoravo di turno spezzato, mattina 10.30 – 15.30 / pomeriggio 18.30 – chiusura in sostanza era un doppio turno di circa 10/12 ore al giorno.

La paga pari a 1200 euro al mese in linea con il pagamento della metà del lavoro svolto, niente giorno libero/ferie/TFR.

Non vorrei però che passi il messaggio che tutti i datori di lavoro sfruttino i dipendenti, ho visto datori di lavoro piangere perché non riuscivano ad arrivare a fine mese e lavorare in prima linea.

Sul RdC saró un po’ drastico, avrei preferito un aiuto più concreto magari con la vigilanza più costante e la lotta all’evasione, personalmente mi sentirei umiliato nell’avere dei soldi senza dare nulla in cambio, esistono già sostegni per le persone indigenti, lo Stato dovrebbe garantirci un lavoro e non uno stipendio, per quello semmai dovrebbe appunto vigilare affinché tutto sia in linea coi contratti nazionali del lavoro.

In fine vorrei lanciare un messaggio in particolare modo ai mie coetanei ed è quello di non essere quello che ti hanno fatto.

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