Una bagnante è ricoverata in ospedale a Catania dopo essere stata punta dalla Caravella Portoghese

È conosciuta col nome di Caravella Portoghese e la sua presenza in mare nella stagione estiva potrebbe creare non pochi problemi ai bagnanti. L’animale, che a prima vista potrebbe sembrare una medusa, è in realtà un sifonoro, ovvero una colonia di polipi e meduse che vive galleggiando sulla superficie dell’acqua ma che ha dei lunghi tentacoli che nasconde in acqua e che possono raggiungere i 30 metri di lunghezza.

Un sifonoforo, non una medusa, come spiega il biologo marino Francesco Tiralongo dell’Università di Catania, che con alcuni colleghi dell’università di Palermo e l’Istituto di Scienze Marine dell’Andalusia ha pubblicato – su questa specie così controversa – uno studio sulla rivista Frontiers in Marine Science: “Si tratta di un organismo coloniale pleustonico, ovvero formato da un insieme di polipi specializzati che vivono galleggiando sulla superficie dell’acqua grazie a una ‘saccà piena di gas, con una forma leggermente appiattita, che funge da vela, detta pneumatoforo“.

Un esemplare avrebbe toccato una donna, che al pronto soccorso dell’ospedale catanese si è presentata con una sintomatologia dapprima lieve, poi gradualmente divenuta seria, anche in virtù di patologie pregresse: forte cefalea, astenia, vomito, attacchi di panico, difficoltà respiratorie, fino a una significativa aritmia cardiaca. “Sintomi così importanti e lesioni cutanee caratteristiche sulla schiena, sui glutei e sulle gambe lasciano immaginare che si tratti proprio della puntura di una Caravella portoghese”, spiega Benedetta Stancanelli, primario di Medicina al Policlinico San Marco di Catania, che ha prontamente notificato l’accaduto alla guardia costiera. L’episodio è avvenuto infatti in un tratto di mare molto trafficato dai bagnanti.

La medusa dà un passaggio al granchio: ‘foresia’ nel cuore del Tirren
Le segnalazioni ufficiali in Mediterraneo sono relativamente recenti, benché la specie – che vi sarebbe penetrata dall’oceano Atlantico – vi è presente da decenni (e probabilmente lo è sempre stata): addirittura la prima registrazione documentata risale al 1850. Spiaggiamenti massicci sono stati osservati nello stretto di Gibilterra e nel Mare di Alboran, presumibili punti di partenza mediterranei da cui la specie si è diffusa verso il bacino centrale: nel Mediterraneo orientale le osservazioni sono quasi del tutto assenti.

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