“Questa volta non condividiamo la decisione del sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci che, annunciando l’inaugurazione della pista ciclabile e pedonale realizzata di recente, ha anticipato che sarà destinata anche al transito veicolare, seppur limitato.
In altre circostanze abbiamo apprezzato l’operato del sindaco Castrovinci ( a proposito dell’istituzione della tariffa puntuale della TARI rompendo meccanismi perversi) e quindi non siamo sospettabili di partigianeria o personalismi.
Il Sindaco di Torrenova da tempo parla con enfasi della inauguranda pista come di un un’opera attesa da decenni lasciando sempre intendere che si trattava di una strada lungomare alternativa alla strada statale e quelle esistenti.
Nella realtà, però, quella che il Comune di Torrenova ha realizzato con una spesa di 7 milioni di euro non è una strada carrabile ma una pista pedonale e ciclabile, altrimenti non si spiegherebbe l’impiego di materiali pregiati e costosi utilizzati per il fondo stradale.
E’ vero che l’Ufficio Tecnico comunale aveva predisposto nel 2015 un progetto di strada lungomare, ma è altrettanto vero che quel progetto non superò il vaglio degli organi preposti al rilascio delle necessarie autorizzazioni e venne subito cassato dal Consiglio regionale dell’urbanistica, in quanto ricadente in un’area sottoposta al vincolo di inedificabilità assoluta previsto dalla L.R. 78/76. Lo stesso organismo propose al Comune possibili tracciati alternativi da porre a distanza superiore a 150 metri alla battigia, ovvero a riformulare la proposta progettuale, limitandola esclusivamente alla previsione di un percorso pedonale e ciclabile, da aprire al transito veicolare solo in casi eccezionali: in particolari orari e/o cause di ordine pubblico ed emergenza da parte di mezzi di servizio e soccorso, imponendo tutta una serie di modifica al progetto iniziale, quali ad esempio l’eliminazione dei parcheggi previsti lato mare.
Il Comune di Torrenova ha accettato le indicazioni dettate dal CRU che ha autorizzato l’opera “limitandola esclusivamente alla previsione e realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile”, ed ha perciò incamerato il cospicuo finanziamento.
L’ora proposta apertura al traffico automobilistico, anche se in orari limitati, costituirebbe un pericoloso precedente di elusione della legge 78/76 promulgata a tutela della fascia costiera: sarebbe un’intollerabile una forzatura normativa con ricadute pericolose per gli stessi fruitori, in particolare per pedoni e ciclisti.
Se l’interesse prevalente era quello di realizzare un lungomare carrabile per il transito delle vetture, il Comune di Torrenova avrebbe dovuto semplicemente localizzare un tracciato ad una distanza superiore ai 150 metri alla linea di battigia.
Perché non lo ha fatto? Forse perché questo avrebbe aperto dei contenziosi con i proprietari dei terreni interessati al tracciato? Fatto sta che ha preferito cercare delle scorciatoie facendo leva sul fatto che nella nostra regione le normative di carattere urbanistico (e non solo) si possono sempre, con un eufemismo, “accomodare”.
Non si può quindi parlare di legalità, celebrare i caduti della lotta alla mafia e poi agire infischiandosene delle regole urbanistiche e delle leggi.
Le Autorità che si accingono a partecipare a questo evento “storico” (guarda caso l’inaugurazione arriva a pochi giorni dal voto) non sentono l’imbarazzo di avallare un’uso arbitrario perché in contrasto con precise prescrizioni, quindi sostanzialmente abusivo dell’opera ?”

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