Mentre la Regione dichiara lo stato di emergenza, la Protezione Civile monitora senza sosta le zone colpite da frane e allagamenti. I danni superano i 740 milioni di euro.
Un evento meteorologico senza precedenti
Il Sud Italia inizia la conta dei danni dopo il passaggio del Ciclone Harry, una tempesta mediterranea di rara violenza che tra il 19 e il 21 gennaio ha sferzato con furia Sicilia, Calabria e Sardegna. Con onde che hanno sfiorato i 10 metri e raffiche di vento superiori ai 120 km/h, la Sicilia emerge come l’area più colpita dall’emergenza.
La ricognizione aerea della Guardia Costiera
Le immagini catturate dall’alto dai velivoli della Guardia Costiera restituiscono uno scenario drammatico:
- Catania e Riposto: Gravi danni alle infrastrutture portuali, numerose imbarcazioni affondate e lungomare sommersi dai detriti.
- Taormina e Giardini Naxos: L’erosione costiera ha letteralmente inghiottito le spiagge, radendo al suolo storici stabilimenti balneari.
- Riviera Ionica Messinese: Ferite profonde a Santa Teresa di Riva, dove parte della litoranea è crollata. Situazione critica a Scaletta Zanclea, con i binari della ferrovia rimasti sospesi nel vuoto a causa dei cedimenti del terreno.
Stato di emergenza e soccorsi
Il Governo regionale ha già formalizzato la dichiarazione dello stato di emergenza. Attualmente, le squadre della Protezione Civile sono impegnate nel monitoraggio costante del territorio per mettere in sicurezza i versanti a rischio idrogeologico e drenare le aree ancora allagate.
La priorità resta il ripristino della viabilità principale e dei collegamenti ferroviari, attualmente interrotti in diversi punti della costa orientale
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