Attivisti ed equipaggio raccontano il viaggio e il progetto “Cento porti, cento città”. Il 15 maggio nuovo appuntamento per la Nakba promosso dal Coordinamento Messina-Palestina e Arci territoriale.
Una giornata densa di interventi, riflessioni e partecipazione ha accompagnato l’arrivo a Messina della Freedom Flotilla, il movimento internazionale impegnato a denunciare l’assedio di Gaza e a sostenere il popolo palestinese attraverso iniziative concrete di solidarietà e informazione.
Durante l’incontro, attivisti e membri dell’equipaggio hanno condiviso le proprie esperienze in mare, mettendo in luce il valore politico e umano del progetto. Non si tratta solo di raccogliere consenso, ma di creare legami, connessioni e maggiore consapevolezza tra le comunità. Partita dal Mediterraneo verso un territorio sotto occupazione, la Flotilla porta con sé un messaggio preciso: interrompere ogni forma di sostegno a chi perpetua guerra e distruzione.
Particolare attenzione è stata dedicata al progetto “Cento porti, cento città”, che punta a coinvolgere realtà locali in un percorso di denuncia e partecipazione attiva. L’obiettivo, spiegano i promotori, è ribadire che non deve più partire alcun supporto alle politiche di occupazione e conflitto.
Nel corso della conferenza sono state presentate anche le prossime iniziative. Oltre all’assemblea pubblica prevista nel pomeriggio, il 15 maggio si terrà un evento aperto alla cittadinanza in occasione della Nakba, la ricorrenza con cui il popolo palestinese ricorda il 1948 e l’esodo forzato di centinaia di migliaia di persone dalle proprie terre.
L’appuntamento sarà organizzato dal Coordinamento Messina-Palestina insieme all’Arci territoriale, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla situazione attuale in Palestina e sulla condizione di prigionieri politici, medici e giornalisti che – come emerso durante l’incontro – pagano il prezzo del proprio impegno e della propria identità.
A sottolinearlo è stato Vincenzo Fullone, membro dell’equipaggio della Freedom Flotilla, che ha ribadito l’importanza di non abbassare l’attenzione a livello internazionale.
“Dobbiamo continuare a diffondere questo messaggio: viviamo con la chiave del ritorno e il nostro obiettivo resta tornare in Palestina”, ha dichiarato René Abu Rub, palestinese e messinese d’adozione, attivo nel Coordinamento Messina-Palestina.
Sulla stessa linea anche Carmelo Chitè di Assopace Palestina, che ha evidenziato il legame tra la liberazione dei detenuti e il percorso di autodeterminazione del popolo palestinese: “Crediamo che la liberazione dei prigionieri politici possa aprire la strada a un processo di libertà”.
La tappa messinese della Freedom Flotilla si conferma così non solo come momento di testimonianza, ma anche come spazio di confronto e costruzione di una rete internazionale capace di mantenere viva l’attenzione su Gaza e sulla Palestina, in un contesto segnato da guerra, occupazione e repressione.
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