Dall’ultimo sondaggio su base nazionale di Piepoli, le cui interviste sono state realizzate prima del ballottaggio del 7/8 giugno, il dato che maggiormente dovrebbe interessate gli addetti ai lavori è che il 33% degli intervistati si dice indeciso oppure intenzionato ad astenersi. Questo dato costantemente emerge dalle rilevazioni periodiche e continuerà a pesare sugli equilibri politici non solo alle Politiche ma soprattutto alle ormai prossime Regionali, se è vero che c’è sentore di crisi a Palazzo d’Orleans. Le scelte del cosiddetto “partito degli astenuti” potrebbero modificare i rapporti di forza dei partiti (in coalizione o meno) se quei voti, adesso potenziali, convogliassero concretamente verso il centro-Destra o verso il centro-Sinistra oppure verso i civici (si veda in Sicilia il risultato di Sud chiama Nord o di Controcorrente). Il medesimo ragionamento può applicarsi, infatti, anche al “Laboratorio politico” Sicilia, se si guardano ai risultati delle Amministrative appena concluse.
Agrigento passa a Michele Sodano e Bronte a Giuseppe Gullotta (entrambi di Controcorrente). Due vittorie significative in territori storicamente vicini al centrodestra. A Ispica vince il civico Pierenzo Muraglie, sostenuto da pezzi della Dc. In sintesi, quindi, nelle Amministrative ’26 appena trascorse il Centrodestra perde Marsala, Barcellona Pozzo di Gotto, Villabate, recupera Carini, mantiene Augusta, Misilmeri, Milazzo e Ribera. Il Centrosinistra, invece, consolida Floridia, Lentini, Termini Imerese e conquista Agrigento, Marsala, Enna, Bronte. Da oggi quel 33% di indecisi/astenuti dovrebbe essere il chiodo fisso di chi guarda alle Regionali sempre più vicine ed alle Politiche ed Amministrative 2027, per evitare strategie politiche prive di fondamenta.
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