Lun. Ago 17th, 2026

Delocalizzazione. CambiAmo Capo boccia il regolamento ma all’unanimità accolti il Registro della Trasparenza e il Vincolo del 100% oneri di urbanizzazione.

Capo d’Orlando – Riportiamo integralmente il comunicato stampa del gruppo consiliare di opposizione “CambiAmo Capo” sull’approvazione delle modifiche al Regolamento sulla delocalizzazione delle volumetrie del 2019. “Una maratona consiliare di circa otto ore, conclusasi alle tre del mattino tra faldoni di sentenze e un clima tesissimo, lascia a Capo d’Orlando una certezza e un pesante interrogativo sul futuro del territorio. La certezza è politica: la maggioranza ha blindato e approvato il nuovo regolamento sulla delocalizzazione delle volumetrie.

L’interrogativo è tutto giuridico: lo strumento reggerà al vaglio dei tribunali o si trasformerà in un boomerang per le casse comunali? CambiAmo Capo analizza la seduta-fiume terminata all’alba: «Il Regolamento sulla delocalizzazione delle volumetrie è stato approvato con il voto favorevole dei soli 8 consiglieri di maggioranza e il voto contrario dei 6 consiglieri di minoranza (i 4 del nostro gruppo e i 2 indipendenti).

Resta il profondo rammarico per un’occasione mancata: il lavoro svolto in Commissione e in Aula per garantire equità e legalità è stato sacrificato a vantaggio di una visione urbanistica speculativa, che calpesta l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini». Per l’opposizione, il dibattito ha cristallizzato la crisi profonda di un’Amministrazione ormai in caduta libera, evidenziando due clamorosi dati politici:

. La sfiducia all’Assessore all’Urbanistica: Il testo originario, frutto di oltre un anno di lavoro dell’assessore al ramo, è stato stravolto e di fatto “surrogato” dal sindaco e dai vistosi emendamenti della stessa maggioranza. Un’autentica sfiducia politica consumata in aula, con l’assessore che ha abbandonato la seduta dopo una brevissima apparizione.

. L’ambiguità dei consiglieri indipendenti: Incomprensibile il ragionamento dei due consiglieri indipendenti che, pur votando contro, hanno garantito il numero legale. Come evidenziato in aula dal consigliere Sandro Gazia: «Se gli indipendenti avessero abbandonato l’aula in segno di protesta insieme a CambiAmo Capo, la maggioranza sarebbe rimasta in 8 e la seduta sarebbe saltata per mancanza del numero legale. Non si tratta di responsabilità politica quando si trattano temi cruciali».

Sul piano tecnico-giuridico, il Capogruppo dell’opposizione Renato Carlo Mangano, insieme ai consiglieri Sandro Gazia, Linda Liotta e Giuseppe Truglio, hanno ribadito l’illegittimità di un regolamento che aggira i principi di “contiguità” e “reciproca prossimità” dei lotti. Sono state richiamate le sentenze della Cassazione Penale (nn. 51833/2018 e 43253/2019), del Consiglio di Stato (n. 5305/2022) e le note del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato Regionale (ARTA). Documenti alla mano, è stato dimostrato che la cubatura non può circolare liberamente su un territorio comunale avente un piano generale (PUG) vetusto, con i vincoli scaduti da oltre dieci anni e stretto nella morsa delle “zone bianche”. Consentire questo trasferimento selvaggio verso le aree di pregio, con la finta eccezione del Centro Urbano, rischia solo di congestionare le frazioni turistiche e residenziali, esponendo l’Ente a pesanti responsabilità penali e contabili. I successi di CambiAmo Capo: Trasparenza e tutele finanziarie per la comunità. – In questo quadro a tinte fosche, l’opposizione rivendica però due storici risultati ottenuti a tutela della cittadinanza, grazie all’approvazione all’unanimità di due emendamenti decisivi proposti dal gruppo:

. Il Registro Comunale delle Delocalizzazioni: Un elenco formale, sia cartaceo che digitale, che consentirà a qualsiasi cittadino di monitorare in tempo reale ogni singola operazione di “decollo” e “atterraggio” delle volumetrie sul territorio, garantendo una barriera di trasparenza assoluta.

. Il vincolo del 100% degli oneri di urbanizzazione: Un blindatissimo vincolo finanziario che impone all’Ente di destinare interamente le somme incassate da oneri di urbanizzazione e costruzione alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria (strade, verde pubblico, marciapiedi, illuminazione pubblica e parcheggi) da realizzare rigorosamente nei quartieri e nelle frazioni che subiranno il nuovo carico edilizio.

«Se non siamo riusciti a fermare l’approvazione di un testo normativo obbrobrioso – conclude il gruppo – abbiamo quantomeno imposto trasparenza e giustizia urbanistica, impedendo lo spostamento di cemento nell’ombra e costringendo il Comune a reinvestire i proventi dei costruttori in servizi essenziali per i residenti. Continueremo a vigilare strenuamente in ogni sede per difendere la legalità, il paesaggio e l’interesse diffuso della comunità paladina».


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